Iran, il regime prepara la prima esecuzione di un manifestante mentre la repressione provoca migliaia di morti
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Iran, il regime prepara la prima esecuzione di un manifestante mentre la repressione provoca migliaia di morti

Erfan Soltani, 26 anni, residente a Fardis, potrebbe diventare la prima persona condannata a morte per aver partecipato alle manifestazioni che da due settimane scuotono l’Iran.

Iran, il regime prepara la prima esecuzione di un manifestante mentre la repressione provoca migliaia di morti
Erfan Soltani arrestato in Iran
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14 Gennaio 2026 - 10.30


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Il regime iraniano vuole giustiziare un manifestante mercoledì, con l’accusa di aver preso parte alle proteste che stanno attraversando il Paese, secondo quanto denunciano organizzazioni per i diritti umani.

Erfan Soltani, 26 anni, residente a Fardis, potrebbe diventare la prima persona condannata a morte per aver partecipato alle manifestazioni che da due settimane scuotono l’Iran. Soltani è stato arrestato nella sua abitazione appena sei giorni fa e, secondo quanto riferisce l’ONG norvegese Hengaw Organisation for Human Rights, è stato rapidamente trascinato attraverso il sistema giudiziario fino a rischiare la pena capitale, mentre il regime intensifica la sua brutale repressione del dissenso.

La notizia arriva mentre il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, attraverso l’ufficio per gli affari consolari, ha invitato i cittadini americani a lasciare l’Iran, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di intraprendere “azioni molto dure” nel caso in cui il governo iraniano inizi a giustiziare i manifestanti.

Nel frattempo, l’organizzazione per i diritti umani HRANA, con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato di aver verificato la morte di 2.571 persone nel corso delle proteste in Iran, tra cui 2.403 manifestanti e 147 individui affiliati al governo.

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Trump ha inoltre esortato i manifestanti iraniani a “prendere il controllo” delle istituzioni, affermando che “gli aiuti sono in arrivo”, e ha avvertito che Teheran pagherà “un prezzo altissimo” per una repressione violenta.

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