Trump annuncia il Board per la Pace di Gaza: un pool di affaristi per depredare Palestina e palestinesi
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Trump annuncia il Board per la Pace di Gaza: un pool di affaristi per depredare Palestina e palestinesi

Il Board, composto da 12 membri e inserito nella fase due del piano elaborato dall’amministrazione statunitense, dovrebbe includere anche alcuni leader europei, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Trump annuncia il Board per la Pace di Gaza: un pool di affaristi per depredare Palestina e palestinesi
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17 Gennaio 2026 - 11.48


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Donald Trump ha annunciato la formazione del cosiddetto Board of Peace per Gaza. L’annuncio è arrivato con un post su Truth, in cui il presidente statunitense ha elencato i componenti del comitato esecutivo: il segretario di Stato Marco Rubio, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, Tony Blair, Marc Rowan, Ajay Banga e Robert Gabriel. Un gruppo presentato, in una nota ufficiale, come “formato da leader con esperienza in diplomazia, sviluppo, infrastrutture e strategia economica”.

“È per me un grande onore annunciare la formazione del Consiglio per la Pace”, ha dichiarato Trump, definendo il Board come “il Consiglio più grande e prestigioso mai riunito in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo”. Una retorica roboante che stride con la composizione reale dell’organismo: una corte di fedelissimi, miliardari, intermediari finanziari e figure politiche organiche al trumpismo globale.

Il Board, composto da 12 membri e inserito nella fase due del piano elaborato dall’amministrazione statunitense, dovrebbe includere anche alcuni leader europei, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una presenza che confermerebbe l’allineamento totale di Roma a un progetto che non ha nulla di neutrale e ancora meno di pacificatore.

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Secondo il comunicato della Casa Bianca, il ruolo di Alto Rappresentante per Gaza sarà affidato a Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per il processo di pace in Medio Oriente (2015-2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro. Mladenov fungerà da collegamento sul campo tra il Board of Peace e un comitato tecnico composto da 15 palestinesi, relegati di fatto a funzione consultiva in un meccanismo decisionale interamente controllato dall’esterno.

La formazione del Board of Peace per Gaza

Come si legge nella nota ufficiale, “ogni membro del Consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il rafforzamento delle capacità di governance, le relazioni regionali, la ricostruzione, l’attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali”.

Tradotto: Gaza viene trattata come un asset, un territorio da ristrutturare e mettere a reddito, non come una comunità devastata da anni di occupazione, assedio e guerra. Non pace, dunque, ma gestione coloniale sotto forma di project financing.

“Gli Stati Uniti rimangono pienamente impegnati a sostenere questo quadro di transizione, lavorando in stretta collaborazione con Israele, le principali nazioni arabe e la comunità internazionale per raggiungere gli obiettivi del Piano Globale”, prosegue il comunicato. Un Piano che esclude qualsiasi reale autodeterminazione palestinese e che assume come dato acquisito il controllo politico e strategico dell’area.

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“Il Presidente invita tutte le parti a collaborare pienamente con il NCAG, il Board of Peace e la Forza Internazionale di Stabilizzazione per garantire la rapida e proficua attuazione del Piano Globale”, conclude la nota, annunciando che ulteriori nomine verranno comunicate nelle prossime settimane.

Ma dietro la patina istituzionale emerge una realtà difficilmente occultabile: questo Board non garantisce la pace, bensì il possesso politico ed economico di Gaza da parte di una ristretta élite legata a Trump. La presenza di Tony Blair – l’uomo che contribuì a scatenare la guerra in Iraq sulla base di menzogne sulle armi di distruzione di massa – è il simbolo più esplicito di una continuità storica fatta di interventi “umanitari” trasformati in disastri permanenti.

Altro che Consiglio per la Pace: quello messo in piedi da Trump assomiglia molto di più a un consiglio di amministrazione, composto da vassalli politici e miliardari, incaricato di decidere il futuro di Gaza senza Gaza. Una pace imposta, privatizzata e coloniale, in cui i palestinesi restano comparse mentre il territorio diventa l’ennesimo bottino geopolitico.

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