Una nuova crisi razziale scuote l’ala nera del trumpismo: un video pubblicato sull’account social di Donald Trump mostra Barack e Michelle Obama trasformati in scimmie. L’episodio, avvenuto durante il Black History Month, ha provocato rare condanne pubbliche tra i conservatori neri vicini all’ex presidente, esponendo crepe profonde tra chi difende Trump e chi lo critica senza mezzi termini.
Il video è stato rimosso e la Casa Bianca ha parlato di “errore di un collaboratore”, ma il danno politico è già fatto. Derrick Johnson, presidente della Naacp, ha definito il contenuto “palese razzista, disgustoso e totalmente spregevole”.
Tra i critici più netti spicca il senatore Tim Scott, il conservatore nero più longevo del Congresso, che ha chiesto la rimozione immediata del post: “Prego che fosse falso perché è la cosa più razzista che abbia visto provenire da questa Casa Bianca”. Anche il Black Conservative Federation, gruppo tradizionalmente vicino a Trump, ha parlato di una “grave mancanza di giudizio” da parte dello staff, pur difendendo le politiche dell’ex presidente nei confronti della comunità nera.
Altri conservatori neri, come CJ Pearson e Pierre Wilson, hanno minimizzato l’episodio, parlando di errore umano e difendendo la carriera di Trump con la comunità afroamericana: “Non c’è un solo atomo di razzismo nel corpo del Presidente… un video clip pubblicato accidentalmente non diminuisce il fatto che questo Presidente ha fatto più per la comunità nera di qualsiasi altro Presidente nella storia americana”.
La vicenda mette in luce la contraddizione interna del trumpismo nero: sostenere le politiche di Trump, riconoscerne l’impatto, e al contempo gestire gli scandali che riaccendono le tensioni razziali, specialmente in un mese simbolico come il Black History Month.