Merz, lezione di dignità: non parteciperà alla presentazione del Board of Peace di Gaza
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Merz, lezione di dignità: non parteciperà alla presentazione del Board of Peace di Gaza

Da una parte dignità dall'altra la sudditanza. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non parteciperà a Washington all’iniziativa del Board of Peace di Gaza, ossia una combriccola di dittatori e affaristi che si spartiscono la terra palestinese.

Merz, lezione di dignità: non parteciperà alla presentazione del Board of Peace di Gaza
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16 Febbraio 2026 - 18.14


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Da una parte dignità (anche se su molte cose le sue politiche sono discutibili) dall’altra la sudditanza. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non parteciperà a Washington all’iniziativa del Board of Peace di Gaza, ossia una combriccola di dittatori e affaristi che si spartiscono la terra palestinese.

La conferma è arrivata da una fonte del governo tedesco, che ha precisato come Merz mantenga «contatti continui» con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, pur ribadendo che la visita negli Stati Uniti non è prevista.

La scelta del cancelliere viene letta da diversi osservatori come un gesto di autonomia politica nei confronti dell’amministrazione del presidente Donald Trump. In una fase in cui i rapporti transatlantici sono attraversati da tensioni e ridefinizioni strategiche, Berlino sembra voler marcare una linea di maggiore equilibrio tra cooperazione con Washington e difesa degli interessi europei.

Negli ultimi mesi, Merz ha più volte sottolineato la necessità di rafforzare la sovranità europea in materia di sicurezza e difesa, pur senza mettere in discussione il ruolo centrale della NATO. La mancata partecipazione al vertice americano può quindi essere interpretata come un segnale politico: collaborazione sì, ma senza subordinazione.

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Diversa appare la postura del governo italiano. Giorgia Meloni ha consolidato negli anni un rapporto politico privilegiato con Trump e con l’area conservatrice statunitense. La linea di Palazzo Chigi punta a rafforzare l’asse con Washington come leva strategica anche all’interno dell’Unione europea. I critici di questa impostazione ritengono che l’Italia rischi di allinearsi in modo eccessivo alle priorità americane; i sostenitori, al contrario, parlano di realismo geopolitico e di rafforzamento del peso internazionale di Roma.

Il mancato viaggio di Merz, dunque, non rappresenta una rottura diplomatica, ma evidenzia una differenza di approccio tra Berlino e Roma: la Germania sembra voler rivendicare una maggiore autonomia strategica europea, mentre l’Italia continua a privilegiare una relazione politica stretta con la Casa Bianca.

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