Trump perde la testa dopo lo stop della Corte Suprema e grida 'vergogna' contro i giudici
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Trump perde la testa dopo lo stop della Corte Suprema e grida 'vergogna' contro i giudici

La reazione di Donald Trump alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bloccare parte del suo piano tariffario è stata immediata e durissima, alimentando nuove tensioni tra Casa Bianca e potere giudiziario. I

Trump perde la testa dopo lo stop della Corte Suprema e grida 'vergogna' contro i giudici
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20 Febbraio 2026 - 21.08


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La reazione di Donald Trump alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bloccare parte del suo piano tariffario è stata immediata e durissima, alimentando nuove tensioni tra Casa Bianca e potere giudiziario. Il presidente ha scelto lo scontro frontale, mettendo in discussione la legittimità della sentenza e promettendo contromisure per aggirarla.

“Vergogna sulla Corte”

Trump ha aperto il suo intervento definendo il verdetto “profondamente deludente” e scagliandosi direttamente contro i giudici. “Mi vergogno di certi membri della Corte, mi vergogno assolutamente per il fatto che non abbiano avuto il coraggio di fare ciò che è giusto per il nostro Paese”, ha dichiarato con durezza.

Parole che, secondo diversi osservatori, rischiano di acuire lo scontro istituzionale in un momento già delicato. Il presidente ha inoltre sostenuto che la Corte si sarebbe lasciata influenzare da “interessi stranieri” e da un movimento politico che ha definito molto meno rilevante di quanto appaia, senza però fornire prove a sostegno.

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La sfida ai partner commerciali

Commentando le reazioni internazionali, Trump ha adottato toni muscolari anche verso l’estero: “I Paesi stranieri che ci hanno derubato per anni sono estasiati. Stanno festeggiando e ballando nelle strade, ma posso assicurarvi che non balleranno a lungo”.

Una linea retorica che conferma l’impostazione fortemente conflittuale della sua politica commerciale, nonostante le perplessità di economisti e imprese statunitensi sugli effetti dei dazi su prezzi e catene di approvvigionamento.

Il piano d’emergenza

Nonostante la sconfitta legale, la Casa Bianca non intende fare marcia indietro. Trump ha confermato che sono già allo studio “alternative” per sostituire i dazi respinti dalla magistratura. “Useremo altri strumenti per rimpiazzare quelli che la Corte ha erroneamente rigettato”, ha spiegato il presidente. “Abbiamo diverse opzioni, potremmo incassare persino più denaro e saremo molto più forti grazie a questo”.

Secondo fonti vicine all’amministrazione, Washington starebbe valutando il ricorso ad altre basi legali — tra cui le Section 232, 301, 122 e 338 — per mantenere la pressione tariffaria e recuperare gli oltre 200 miliardi di dollari di entrate messi a rischio dalla sentenza. Una strategia che potrebbe però aprire nuovi fronti giudiziari e prolungare l’incertezza per imprese e mercati.

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Scontro politico aperto

Sul fronte opposto, il leader democratico Hakeem Jeffries ha salutato la decisione come una “vittoria contro un aspirante re”, mentre lo speaker repubblicano Mike Johnson ha ribadito il sostegno del GOP alla linea della Casa Bianca.

Il risultato è uno scontro sempre più acceso su uno dei pilastri della strategia economica trumpiana. E mentre la Casa Bianca promette di reagire, la sentenza della Corte Suprema segna comunque un limite giuridico chiaro ai poteri presidenziali in materia commerciale — un limite che Trump sembra deciso a mettere nuovamente alla prova.

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