“Scava trincee” Zelensky sta infrangendo i codici diplomatici 
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“Scava trincee” Zelensky sta infrangendo i codici diplomatici 

Ci sono voluti quattro anni, e un'altra amministrazione per Zelensky, a Monaco di Baviera, nella cornice più ufficiale che c'è, e dopo il discorso di tutti i ponti dell'Occidente

“Scava trincee” Zelensky sta infrangendo i codici diplomatici 
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Beatrice Sarzi Amade Modifica articolo

21 Febbraio 2026 - 18.37


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Lo fa perché, dietro i codici, quello che mette in pubblica piazza è ipocrisia, cinismo ben pensante. Spiegare, di fronte ai leader occidentali, che questi leader sono responsabili del disastro che li minaccia oggi direttamente, e mostrare quanto “non intelligenti” si siano mostrati.

Ci sono voluti quattro anni, e un’altra amministrazione per Zelensky, a Monaco di Baviera, nella cornice più ufficiale che c’è, e dopo il discorso di tutti i ponti dell’Occidente, decide di raccontare quello che è successo in pochi giorni che precedono l’invasione del 24 febbraio 2022, o meglio quello che non è successo affatto, visto che, vedendo perfettamente l’esercito russo ai suoi confini, centinaia di migliaia di uomini, aveva inviato il suo leader generale Zaluzhny, dello staff dell’epoca, a Washington, dove aveva incontrato la sua controparte americana chiedendo armi, urgentemente.

“Scava trincee”, diceva Zelensky.

Significava che l’Occidente, infatti, avrebbe lasciato perdere. Che non ci sarebbe stata una guerra su larga scala contro la Russia di Putin, non sul territorio russo, va da sé, e nessuno, mai, ne ha parlato, che la NATO potrebbe invadere la Russia, follia totale, no, sul territorio del paese invaso. 

In pratica, l’Ucraina doveva essere lasciata sola, con l’aiuto dato sempre in ritardo, e sempre in modo, come dicevano tutti i leader NATO, per “evitare la salita”, e Zelensky per iniziare, davanti ai leader che ne hanno parlato, le battaglie incessanti per raggiungere gli obiettivi così presto carri armati, poi missili, poi autorizzazione ad utilizzarli, quei missili, e tutte le limitazioni previste nei contratti operativi. 

Da dove vengono queste limitazioni? 

Hai un po’ di amore per Putin? 

No. Vengono da un’osservazione realistica, o meglio due.

La prima è che, per la NATO, la sicurezza, interna o esterna, della Russia, potere globale e, senza dire, nucleare, è più importante di quella dell’Ucraina. L’Ucraina può scomparire, tale è, almeno, la dottrina, reale, anche se non viene dichiarata da nessuna parte, senza che cambi l’equilibrio del mondo, visto che, ancor prima di Pietro il Grande, è inserita nella “zona di interesse russo”, mentre un implosione della Russia avrebbe incalcolabili conseguenze, per non parlare della possibile diffusione dell’arma nucleare. 

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La seconda è ancora più cinica: 

le armi, la NATO, ovviamente, le possiede, ma in stretto flusso, e le industrie degli armamenti, dominanti e proliferanti, non sono state, nel 2022 a fornire la quantità necessaria per una guerra totale, e questa seconda constatazione, è terribile come si dice è lo stesso per i russi. La Russia non ha i mezzi per una guerra totale, come quella del 1939-45, né per mobilitazione, né per armamento, l’economia russa, né più delle economie della NATO, non è in grado di farlo. 

Quindi quello che stiamo vedendo, queste orribili rovine di intere regioni, questi due milioni di morti e feriti gravi, e il trauma di persone, e bambini, delle migliaia e migliaia, quante decine di migliaia, di bambini rapiti, e un terzo di tutti i bambini ucraini privati della normale educazione, a causa delle bombe, è una guerra limitata, una piccola guerra. 

Scriverlo è terribile, ma è un dato di fatto.

In questa guerra, così, che va avanti da quattro anni, l’Ucraina combatte su due fronti: 

contro i russi, e lo stato di prontezza dell’esercito ucraino, interamente dovuto ai governi, ai nazionalisti, che hanno preceduto quello di Zelensky, spiega gli avances russi delle prime settimane, e la perdita dei territori ormai martiri, 

e anche contro i suoi “Alleati” che, rifiutando di riceverlo nella NATO, il che significa, in fin dei conti, che Putin ha avuto ragione a volerlo cancellare come nazione, visto che il concetto di “area di influenza” è, per l’ Occidente, superiore a quello della volontà dei popoli, tutti, o quasi, ucraini sono per l’adesione alla NATO. 

E questa lotta continua oggi, con la stessa intensità, finalmente, nonostante le apparenze.

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Lei continua, solo che cambia in natura.  

In prima linea, infatti, l’Ucraina è sempre più sola, e i membri della NATO si congratulano per aver potuto prendere in prestito 90 miliardi di dollari per comprare armi agli USA, visto che gli USA, contro l’Europa, comunque, sono una quota schiacciante della spesa militare. L’Ucraina è sola, ma, nell’arco di quattro anni, ha inventato una nuova guerra e cambiato completamente le prospettive. 

Oggi, non contano più i “Patrioti” o altre macchine multimilionarie, anche se contano ancora, ovviamente, ma un’intera serie di droni, che l’Ucraina sta producendo, da sola, tanti droni quanti tutti gli eserciti NATO messi insieme, e non solo li produce, questi droni, ma fa vedere la NATO ai militari come usarli, perché il punto è lì: 

oggi, non è la NATO ad aiutare l’Ucraina, o molto marginalmente. 

No, è l’Ucraina che protegge i paesi della NATO e, oggi, sì, come ha detto Zelensky, è diventata “non intelligente” rifiutarla nell’alleanza, perché l’esercito ucraino, nonostante le enormi perdite, è diventato l’esercito più potente d’Europa. 

Un esercito che persegue una strategia terribile, che non è l’attacco frontale, l’ultima offensiva su larga scala, fallita nell’estate 2023 e fallita a causa delle scadenze catastrofiche dei promessi aiuti, come fermata, nel 22 settembre, l’offensiva che aveva liberato Kherson, ma la graduale attrazione, e meno l’attrazione del materiale rispetto a quella degli uomini. Oggi, ed è terrificante dirlo, tutto va verso l’eliminazione fisica, uno ad uno, dei soldati russi, affinché alla fine finirà, ma, quando finirà? 

La Russia non potrà più compensare le proprie perdite con nuove assunzioni senza arrivare ad una mobilitazione totale, mobilitazione che, come ho detto, è oggi incapace di assumere, politicamente ed economicamente. Questa strategia di eliminazione fisica ha i suoi risultati: 

oggi, le truppe dell’esercito russo non aumentano più in prima linea, e anche negli ultimi mesi iniziano a diminuire, perché ogni giorno vengono eliminati in media da 1.000 a 1200 uomini, uno dopo l’altro, mai, o quasi mai, insieme. Eliminato, per 80 o 90% , dai droni. E’ così. 

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Sapendo che l’obiettivo non sono 30.000 morti al mese, ma 50.000, che cambierebbero l’equilibrio, perché la Russia oggi può fornire solo poco meno di 30.000 nuovi volontari al mese, e anche meno.

E bisogna anche parlare della produzione di missili balistici completamente ucraini che iniziano ad essere utilizzati e che riescono a colpire molto in profondità all’interno della Russia, e abbiamo visto i danni causati dagli scioperi alle strutture petrolifere, danni che l’Occidente ha causato fermandosi, per non sovra bilanciare il commercio mondiale del petrolio.

Sappiamo che Zelensky sta infrangendo i codici diplomatici. 

Lo fa perché, dietro i codici, quello che mette in pubblica piazza è ipocrisia, cinismo ben pensante. Spiegare, di fronte ai leader occidentali, che questi leader sono responsabili del disastro che li minaccia oggi direttamente, e mostrare quanto “non intelligenti” si siano mostrati è una grande novità. C’è una rottura che si sta operando, come se l’Ucraina si stesse mostrando, per la prima volta, completamente autonoma. 

Perché Zelensky parla così oggi? Non saprei. 

Quel che è certo è che, dall’altra parte, c’è lo pseudopode di Putin/Trump, (indivisibili nel profilo psichiatrico), che si è condotta una guerra economica totale contro quello che presumibilmente era il suo campo, diciamo il campo tradizionalmente americano, e ha definitivamente affermato questo “nuovo mondo” di cui parlo, quello della forza bruta come una sola discussione, quella che, piaccia o no, è iniziata il 24 febbraio 2022. 

Il mondo in cui l’Occidente è preda, e rappresentativa, la democrazia parlamentare, il nemico dichiarato.

Questo mondo in cui, che lo volessimo o no, senza l’aiuto dell’Ucraina, senza il sacrificio di centinaia di migliaia di ucraini, uomini, donne e bambini, possiamo solo scavare trincee

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