Almeno 555 persone sono state uccise in Iran nei raid congiunti condotti da Stati Uniti e Israele, che secondo la Mezzaluna Rossa hanno colpito finora 131 contee del Paese. Il bilancio segna una forte escalation militare in una regione già altamente instabile.
In Arabia Saudita, il ministero della Difesa ha riferito che un incendio è divampato nella raffineria petrolifera di Ras Tanura dopo la caduta di detriti provenienti da due droni intercettati. Le autorità stanno valutando l’entità dei danni all’impianto, uno dei più importanti del regno.
Sul fronte britannico, il ministro degli Esteri David Lammy ha dichiarato che un drone ha colpito la pista di una base militare del Regno Unito a Cipro, senza fornire al momento ulteriori dettagli su eventuali vittime o danni operativi.
Il ministero della Difesa del Kuwait ha reso noto che “diversi” aerei da guerra statunitensi sono precipitati nel Paese, precisando tuttavia che tutti i membri degli equipaggi sono sopravvissuti all’incidente.
Intanto in Libano, il ministero della Salute ha riferito che attacchi aerei israeliani hanno causato almeno 31 morti e 149 feriti, aggravando ulteriormente la situazione lungo il fronte settentrionale.
Cresce anche l’allerta per la sicurezza dei cittadini americani nel Golfo: l’ambasciata degli Stati Uniti in Bahrein ha avvertito che “gruppi terroristici” sarebbero intenzionati a colpire cittadini statunitensi nella regione.
Secondo una fonte di sicurezza citata da Al Jazeera, un attacco missilistico congiunto israelo-statunitense ha preso di mira siti appartenenti al gruppo paramilitare filo-iraniano Kataib Hezbollah a Jurf al-Sakhr, a sud della capitale irachena Baghdad.
Al Jazeera Arabic ha inoltre segnalato “forti esplosioni” nella città curda di Erbil, mentre nelle prime ore del mattino le sirene d’allarme sono risuonate in Bahrein e sono state udite esplosioni anche ad Abu Dhabi e Doha.
Il quadro complessivo indica un rapido ampliamento delle tensioni militari in Medio Oriente, con episodi che coinvolgono contemporaneamente più Paesi e che fanno temere un’ulteriore escalation nelle prossime ore.