Trump minaccia di 'radere al suolo' l'Iran se non accetterà le sue condizioni: scenario da crimini di guerra
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Trump minaccia di 'radere al suolo' l'Iran se non accetterà le sue condizioni: scenario da crimini di guerra

Trump ha dichiarato che, se l’Iran non accetterà condizioni favorevoli per una soluzione diplomatica della guerra, “perderà ogni centrale elettrica e ogni altro impianto che possiede in tutto il Paese”.

Trump minaccia di 'radere al suolo' l'Iran se non accetterà le sue condizioni: scenario da crimini di guerra
Trump e Pete Hegseth
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7 Aprile 2026 - 10.56


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Donald Trump sta minacciando l’Iran con un attacco che, secondo alcuni esperti del diritto dei conflitti armati, sarebbe illegale.

Trump ha dichiarato che, se l’Iran non accetterà condizioni favorevoli per una soluzione diplomatica della guerra, “perderà ogni centrale elettrica e ogni altro impianto che possiede in tutto il Paese”.

Ha inoltre sostenuto che i civili iraniani appoggerebbero questi attacchi perché avvicinerebbero il regime di Teheran alla resa che lui auspica.

“Abbiamo un piano, grazie alla potenza del nostro esercito, per cui ogni ponte in Iran sarà raso al suolo entro mezzanotte, ogni centrale elettrica sarà fuori uso, in fiamme, distrutta e inutilizzabile per sempre”, ha detto, aggiungendo che l’operazione richiederebbe solo quattro ore.

Ha anche dichiarato di voler vedere riaperto lo Stretto di Hormuz entro una scadenza ravvicinata.

Alla domanda se le sue minacce configurino crimini di guerra, Trump ha risposto: “Il crimine di guerra è permettere all’Iran di avere un’arma nucleare”.

Secondo esperti del diritto dei conflitti armati, una minaccia di questo tipo equivale a prospettare diversi possibili crimini di guerra. La punizione collettiva e il targeting di infrastrutture civili protette sono vietati dal diritto internazionale. Anche l’eventuale appropriazione del petrolio iraniano potrebbe configurare saccheggio, anch’esso proibito.

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Gli Stati Uniti hanno incorporato le Convenzioni di Ginevra nel proprio diritto interno, rendendole vincolanti anche per i militari.

Rachel VanLandingham e Margaret Donovan hanno scritto che Trump ha minacciato una “guerra totale” contro l’Iran, definendola un rigetto dei limiti legali che regolano le operazioni militari statunitensi.

Brian Finucane, ex consulente legale del Dipartimento di Stato, ha spiegato che una centrale elettrica può essere considerata un obiettivo militare solo se contribuisce concretamente alle operazioni militari nemiche e se la sua distruzione offre un vantaggio militare preciso. Non tutte le centrali elettriche rientrano in questa categoria.

Il problema, ha osservato, è che Trump propone di distruggerle tutte indiscriminatamente.

Esperienze precedenti mostrano che, nei conflitti, si tende a colpire infrastrutture in modo da limitarne temporaneamente l’uso, evitando distruzioni irreversibili e facilitando il ripristino per la popolazione civile.

Trump ha inoltre affermato che gli iraniani “vogliono sentire le bombe perché vogliono essere liberi”, senza fornire prove a sostegno.

Analisi militari indicano che gli attacchi contro popolazioni civili tendono a rafforzarne la resistenza piuttosto che indebolirla.

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Gli esperti ricordano che il diritto di guerra nasce anche per prevenire i conflitti e limitarne l’escalation. Parlano di una deriva pericolosa nella retorica politica, che normalizza la distruzione e la violenza.

La regola fondamentale resta quella sancita dalla Carta delle Nazioni Unite: il ricorso alla guerra è vietato salvo autodifesa o autorizzazione delle Nazioni Unite.

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