La Casa Bianca ha fatto filtrare attraverso Bloomberg quella che viene presentata come la bozza del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran destinato a essere firmato venerdì. Un testo in 14 punti che l’amministrazione Trump sta utilizzando per sostenere la narrativa di un successo diplomatico dopo settimane di guerra e di escalation militare.
Ma da Teheran è arrivata una smentita immediata. Fonti vicine al team negoziale iraniano hanno dichiarato all’agenzia Tasnim che il documento pubblicato contiene «numerose inesattezze e omissioni» e che alcuni dei passaggi più importanti sarebbero stati riportati in modo incompleto.
La dichiarazione iraniana
«Fonti vicine al team negoziale iraniano hanno affermato all’agenzia Tasnim che il testo del Memorandum d’intesa fra Iran e Usa pubblicato da Bloomberg contiene numerose inesattezze e omissioni. In particolar modo la fonte ha sottolineato che l’articolo 1 e la sezione relativa allo Stretto di Hormuz, così come riportati da Bloomberg, sono specificamente inesatti, omettendo termini chiave. La fonte ha confermato che l’accordo è composto da 14 articoli e ha precisato che, di comune accordo, il testo dell’intesa sarà pubblicato solo dopo la firma, prevista per venerdì.»
La contestazione di Teheran riapre quindi il confronto sulla versione dei fatti fatta circolare da Washington. Di seguito il testo in 14 punti diffuso da Bloomberg e contestato dalla parte iraniana.
I 14 punti della bozza
1. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati nella guerra in corso, dichiarano la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, impegnandosi a non intraprendere ulteriori azioni ostili e ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza reciproca.
2. Iran e Stati Uniti si impegnano a rispettare reciprocamente sovranità e integrità territoriale e a non interferire negli affari interni dell’altra parte.
3. Le parti si impegnano a negoziare un accordo definitivo entro 60 giorni, prorogabili di comune accordo.
4. Gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale, a non ostacolare l’Iran e a ripristinare entro 30 giorni il traffico marittimo ai livelli prebellici, ritirando inoltre le proprie forze dalle aree circostanti entro 30 giorni dall’accordo definitivo.
5. L’Iran si impegna a garantire il ripristino del traffico delle navi mercantili tra Golfo Persico e Mar d’Oman entro 30 giorni ai livelli precedenti alla guerra.
6. Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai partner regionali, a predisporre un piano di riabilitazione e sviluppo economico dell’Iran da almeno 300 miliardi di dollari.
7. Washington si impegna a porre fine, secondo un calendario da definire, a tutte le sanzioni contro l’Iran, comprese quelle statunitensi, dell’ONU e dell’Aiea.
8. L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Le questioni relative al materiale arricchito e al programma nucleare saranno affrontate nell’accordo definitivo.
9. In attesa dell’accordo finale, le parti manterranno lo status quo: l’Iran sul programma nucleare, gli Stati Uniti sulle sanzioni e sul dispiegamento militare nella regione.
10. Gli Stati Uniti si impegnano a concedere immediatamente deroghe per le esportazioni iraniane di petrolio, prodotti petrolchimici e servizi collegati, inclusi quelli bancari, assicurativi e di trasporto.
11. Washington si impegna a sbloccare progressivamente fondi e beni iraniani congelati, rendendoli disponibili secondo le indicazioni della Banca Centrale iraniana.
12. Le due parti concordano la creazione di un meccanismo di attuazione incaricato di vigilare sul rispetto dell’accordo finale.
13. Dopo aver ricevuto garanzie sull’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11, Iran e Stati Uniti avvieranno i negoziati finali sui restanti punti dell’intesa.
14. L’accordo definitivo sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La disputa sul testo è iniziata prima ancora della firma ufficiale. Mentre la Casa Bianca presenta il memorandum come la prova del successo della propria strategia, Teheran sostiene che la versione fatta filtrare ai media non rifletta integralmente il contenuto concordato e che contenga omissioni rilevanti. Sarà quindi il testo definitivo, se e quando verrà pubblicato dopo la firma prevista per venerdì, a chiarire quale delle due versioni sia più vicina alla realtà dei negoziati.