Le dichiarazioni dei vertici militari e politici israeliani rischiano di mettere sotto pressione il fragile cessate il fuoco in Libano. Mentre l’inviato statunitense Steve Witkoff aveva invitato tutte le parti a evitare escalation verbali e iniziative che possano compromettere il percorso verso la stabilizzazione della regione, l’Iran sostiene che la permanenza delle truppe israeliane nel sud del Libano renda di fatto inefficace la tregua e ostacoli qualsiasi prospettiva di pace duratura.
Il capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, ha affermato che il cessate il fuoco in Libano resta fragile e che le truppe devono mantenere un elevato livello di prontezza in vista di una possibile ripresa dei combattimenti con Hezbollah.
Durante una visita nel sud del Libano, Zamir ha dichiarato che i soldati devono essere pronti a «eliminare le minacce» e a passare rapidamente a nuove operazioni militari qualora fosse necessario. Secondo quanto riferito in una nota dell’esercito israeliano, il comandante ha sostenuto che Hezbollah abbia subito un duro colpo e che le forze israeliane continueranno a operare per impedirne la ricostruzione.
Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che non esistono restrizioni che impediscano ai soldati israeliani di agire contro eventuali minacce nel sud del Libano. Katz ha affermato che le truppe rimangono schierate nella cosiddetta «zona di sicurezza» a protezione delle comunità del nord di Israele.
Le dichiarazioni arrivano dopo i raid aerei israeliani che sabato hanno provocato decine di vittime in Libano, il giorno successivo all’entrata in vigore del cessate il fuoco con Hezbollah, sostenuto dall’Iran, dopo mesi di escalation della violenza.
Secondo Katz, il cessate il fuoco non modifica il dispiegamento delle forze israeliane nella zona di sicurezza e Israele continuerà ad agire contro qualsiasi minaccia. Il ministro ha inoltre ribadito che il governo israeliano non intende ritirare le proprie truppe dall’area.
Le dichiarazioni dei responsabili israeliani giungono mentre aumenta la pressione internazionale affinché Israele ponga fine alle operazioni militari in Libano e ritiri le proprie forze dal sud del Paese. Nello stesso contesto, l’Iran ha avvertito che non prenderà parte a negoziati più ampi con Washington finché non terminerà la guerra israeliana in Libano.