Gabry Ponte trasforma San Siro in un’epica discoteca, tra musica dance e uno sguardo al futuro
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Gabry Ponte trasforma San Siro in un’epica discoteca, tra musica dance e uno sguardo al futuro

Ieri sera sono stati ben 55 mila gli spettatori accorsi a Milano per assistere allo show del disc jockey e produttore discografico torinese

Gabry Ponte trasforma San Siro in un’epica discoteca, tra musica dance e uno sguardo al futuro
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28 Giugno 2026 - 18.52 Culture


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Nel corso dei decenni San Siro è stato teatro di imprese leggendarie. E Gabry Ponte non poteva scegliere un posto migliore per scrivere uno dei capitoli più importanti della sua carriera. Nella serata di ieri, sabato 27 giugno, il dj italiano più ascoltato al mondo ha fatto ballare 55.000 persone, in uno show durato tre ore e mezza che ha intrecciato la musica del passato e le sonorità del futuro.

Gabri Ponte ha dato vita ad un live senza sosta, in cui ogni canzone è stata un’onda travolgente, ogni remix una scintilla, ciascun visual di caratura internazionale. Il colpo d’occhio era impressionante: famiglie intere, fan della prima ora, adolescenti, bambini sulle spalle dei genitori, ma anche una nutrita rappresentanza di under 25.

Alla faccia di “Ma che ne sanno i Duemila”, canzone uscita nel luglio del 2016, tutti gli spettatori hanno ballato all’unisono, generazione dopo generazione, abbracciando una scaletta che è stata sia un viaggio nella memoria collettiva che una proiezione nel futuro.

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L’apertura del concerto, avvenuta al tramonto, ha avuto la potenza delle cerimonie olimpiche. Alle 20 in punto si è scatenato il delirio, con l’ingresso sul palcoscenico da parte di Gabry Ponte accompagnato da una scenografia mastodontica: visual 3D, laser, getti di fuoco, bracciali luminosi sincronizzati ai polsi delle persone, piogge di coriandoli, un sound system da discoteca e una regia luci di altissimo livello.

Uno dei momenti più intensi è arrivato quando, sulle note del brano “Viaggia insieme a me”, Ponte ha chiamato a salire sul palco la figlia. Un gesto semplice, che ha raccontato la profondità del suo legame personale con il pubblico. Poco dopo, l’artista ha abbandonato per un attimo la consolle per scendere tra la gente, scattare foto, stringere mani: come una rockstar dal cuore umano, che non ha di certo paura di mettersi in gioco.

A rendere la serata ancora più magica è stata una schiera di ospiti d’eccezione. A partire da Paola Iezzi, che ha letteralmente “infiammato” tutto lo stadio con un’esecuzione di “Vamos a bailar” in chiave dance, passando per Andrea Bonomo ed Edwin Roberts, che hanno cantato a squarciagola la super hit “Tutta l’Italia“, colonna sonora della 75esima edizione del Festival di Sanremo e finalista all’Eurovision Song Contest 2025.

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E ancora, sul palco sono saliti anche l’affermato rapper e produttore discografico Salmo, la giovane artista pop Shibui, la cantautrice Alessia Labate e soprattutto Jovanotti, con quest’ultimo che ha colto l’occasione per presentare dal vivo insieme a Ponte il singolo “DNA“, rilasciato su tutte le piattaforme streaming nella giornata di venerdì 26 giugno, che unisce due mondi musicali apparentemente molto distanti tra di loro: da una parte il dj italiano dei record, mentre dall’altra uno dei cantautori più amati della musica italiana. 

Al termine dell’evento, sulle note di “Blue (Da Ba Dee)” e con il pubblico del Meazza in delirio, Gabry Ponte ha affermato: “Prima di mettere un ultimo disco facciamoci una promessa: ci ritroveremo qui. Questa notte non finisce, rimarrà dentro per sempre. Vi prometto che ce ne saranno altre”.

Senza dubbio quello che ha deciso di prendersi Ponte non è un impegno che tutti possono permettersi di “caricarsi” sulle spalle, ma adesso per il dj torinese classe ’73, dopo aver fatto ballare decine di migliaia di persone e aver scritto una pagina storica per la musica elettronica italiana, non ci sono più limiti. Solo nuove sfide e un futuro tutto da scrivere a ritmo di consolle.

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