Al via la terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia" tra drammi, indagini e conflitti interiori
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Al via la terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia" tra drammi, indagini e conflitti interiori

La fiction, che andrà in onda su Rai 1 a partire dalla serata di domani, vede Elena Sofia Ricci nei panni di un commissario che tra omicidi, segreti sepolti e ferite mai rimarginate dovrà difendere la giustizia senza smettere di fare i conti con le proprie fragilità.

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11 Ottobre 2026 - 20.08 Culture


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L’attesa è finita. Il nuovo capitolo di una delle serie Rai più apprezzate è pronto a tenere nuovamente compagnia a milioni di italiani. A partire dalla serata di domani, lunedì 12 ottobre, verranno trasmessi i primi episodi della terza stagione de “I casi di Teresa Battaglia – Figlia della Cenere“, fiction tratta dagli omonimi romanzi (pubblicati da Longanesi) della scrittrice friulana Ilaria Tuti.

La fiction, diretta dal regista Enrico Rosati e realizzata grazie alla sinergia tra Rai Fiction e Publispei, vede protagonisti la profiler, malata di Alzheimer, Teresa Battaglia (Elena Sofia Ricci) e gli “ispettori” Massimo Marini (Giuseppe Spata) e Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi), che investigheranno su una serie di omicidi compiuti da un serial killer che agisce secondo un preciso codice, colpendo persone con segreti oscuri.

Mentre Teresa cercherà di decifrare la logica dell’assassino, dovrà anche affrontare il ritorno dell’ex marito Sebastiano Corsi (Maurizio Donadoni), che la definirà come la colpevole delle minacce ricevute da lui e dalla sua nuova compagna.

A margine dell’inizio della terza stagione della serie, Elena Sofia Ricci ha affermato: “Non vedevo l’ora di arrivare a questo nuovo capitolo perché posso raccontare tanto di Teresa. Verrà raccontato l’amore in tutte le sue forme possibili. Vedremo l’amore per Marini come se fosse un figlio: il figlio che Teresa non ha mai avuto. E poi ci sarà il ritorno dell’ ex marito”.

E ha continuato l’attrice fiorentina: “Teresa per me è dedicata a due persone fondamentali nella mia vita. Una è mia mamma, perché era proprio come Teresa: non contava neanche fino a mezzo secondo prima di parlare. E l’altra persona è Armando Pugliese, regista teatrale e il mio più grande maestro”.

Infine, a proposito degli orari dei programmi trasmessi in prima serata, Ricci ha sottolineato: “Vedo che abbiamo guadagnato da settembre, 3 minuti, ma occorre fare di più. La devono far finita di mandarci in onda alle dieci, ora 21.55 se vuoi. Basta. La serialità non dovrebbe essere penalizzata, questa è una mancanza di rispetto immensa verso chi lavora mesi al freddo, al caldo, per tutti i lavoratori dello spettacolo che sono centinaia”.

Gianluca Gobbi, invece, si è così espresso: “Parisi è quasi coetaneo di Teresa, sono amici da decenni ed è l’unico che la capisce con uno sguardo. Vorrebbe conoscerla meglio, ma sa quando deve proteggerla dalla vita, dal freddo e da se stessa”.

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