L’agenzia governativa francese per la cybersicurezza Viginum ha accusato l’azienda tecnologica israeliana BlackCore di aver interferito nelle elezioni scozzesi di quest’anno prendendo di mira il primo ministro scozzese John Swinney.
L’agenzia specializzata nel rilevamento della disinformazione, Viginum, ha affermato che BlackCore ha utilizzato account proxy sui social media per colpire Swinney, lo Scottish National Party (SNP) e il governo scozzese in quattro diverse occasioni nel corso del 2025.
Secondo Viginum, BlackCore ha concentrato gran parte delle proprie operazioni sulle elezioni municipali francesi, ma avrebbe preso di mira anche le elezioni municipali di New York, vinte da Zohran Mamdani, oltre ad aver operato in altri Paesi come Togo e Angola.
Durante una conferenza stampa tenutasi giovedì insieme al primo ministro francese Sébastien Lecornu, il responsabile delle indagini sulle interferenze digitali di Viginum, Marc-Antoine Brillant, ha dichiarato che gli accertamenti hanno identificato BlackCore come responsabile delle operazioni, ma che non è stato possibile stabilire chi ne fosse il committente.
«Questo modus operandi non si è limitato alle elezioni municipali in Francia», ha spiegato Brillant. «Sembra essere stato utilizzato anche per operazioni di interferenza digitale straniera in altri Paesi o regioni, come Angola, Togo, le elezioni in Scozia e le elezioni municipali del 2025 a New York».
Brillant ha aggiunto: «Le nostre indagini non hanno permesso di identificare il o i committenti che potrebbero trovarsi dietro queste operazioni di interferenza digitale straniera».
Il rapporto di Viginum sostiene che Swinney, l’SNP e il governo autonomo di Edimburgo siano stati bersaglio di una campagna specifica tra il 6 gennaio e l’8 maggio, prima e durante una combattuta tornata elettorale per il Parlamento scozzese.
Secondo il documento, BlackCore avrebbe orchestrato la pubblicazione coordinata di contenuti e la mobilitazione di almeno 256 account sulla piattaforma X, consentendo la diffusione di circa 1.400 commenti. L’account di Swinney sarebbe stato preso di mira 652 volte, quello dell’SNP 338 volte e quello del governo scozzese 112 volte.
Swinney e altri ministri del suo governo sono stati particolarmente critici nei confronti delle azioni del governo israeliano a Gaza e in Cisgiordania. L’esecutivo scozzese ha inoltre adottato misure assimilabili a sanzioni nei confronti delle Forze di difesa israeliane (IDF), sospendendo contributi pubblici alle aziende che forniscono armamenti all’esercito israeliano e congelando il sostegno alle esportazioni verso Israele.
L’agenzia Reuters, che in passato aveva già pubblicato inchieste su BlackCore, ha riferito che la società ha rimosso il contenuto del proprio sito web dopo essere stata contattata dai giornalisti e non ha risposto alle richieste di commento.
In precedenza BlackCore si era definita «un’élite nel campo dell’influenza strategica, della cybersicurezza e della tecnologia, costruita per l’era moderna della guerra dell’informazione». L’azienda sosteneva inoltre di fornire a governi e campagne politiche «strategie all’avanguardia, strumenti avanzati e solide misure di sicurezza per plasmare le narrazioni pubbliche».
Il governo israeliano ha dichiarato di essere in attesa di ricevere il rapporto francese prima di decidere se avviare una propria indagine. Ha inoltre negato qualsiasi interesse a interferire nelle elezioni di altri Paesi.
Il governo scozzese e il Cabinet Office britannico sono stati contattati per un commento.
Swinney ha affermato che la disinformazione online rappresenta «una minaccia reale e attuale» per la democrazia e ha invitato il governo britannico a considerare l’interferenza ostile degli Stati stranieri una priorità molto più alta, in linea con le raccomandazioni contenute nella recente revisione condotta da Philip Rycroft.
«È evidente che le campagne di disinformazione orchestrata e le interferenze straniere nelle elezioni sono questioni che devono essere prese sul serio», ha dichiarato. «Occorre adottare con urgenza misure per contrastare la minaccia dell’interferenza politica straniera online e garantire che i nostri processi democratici non vengano compromessi».
Parlando più in generale, Lecornu ha avvertito questa settimana che le elezioni presidenziali francesi del prossimo anno potrebbero essere bersaglio di campagne di interferenza e disinformazione provenienti dall’estero, senza indicare alcun possibile responsabile. Dopo aver incontrato i partiti politici per discutere della minaccia, ha affermato che «l’intera classe politica» potrebbe diventare un obiettivo.
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