Trump si vaccina contro influenza e Covid: la scienza per sé, il negazionismo per gli altri
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Trump si vaccina contro influenza e Covid: la scienza per sé, il negazionismo per gli altri

In un colpo di scena che solleva più domande che risposte, Donald Trump ha annunciato di aver ricevuto il vaccino antinfluenzale stagionale e un richiamo contro il Covid-19

Trump si vaccina contro influenza e Covid: la scienza per sé, il negazionismo per gli altri
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11 Ottobre 2025 - 20.04


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In un colpo di scena che solleva più domande che risposte, Donald Trump ha annunciato di aver ricevuto il vaccino antinfluenzale stagionale e un richiamo contro il Covid-19 durante un controllo medico di routine effettuato venerdì scorso. Il bollettino ufficiale della Casa Bianca conferma che l’ex magnate immobiliare – il presidente più anziano nella storia degli Stati Uniti – “gode di ottima salute” e che la dose booster è stata somministrata “in vista dei viaggi internazionali imminenti”. Una scelta apparentemente pragmatica, se non fosse per l’abisso di contraddizioni che attraversa la sua Amministrazione.

Trump ha infatti nominato a capo del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani Robert F. Kennedy Jr., simbolo del movimento no-vax e noto negazionista delle evidenze scientifiche sul Covid. Un cortocircuito politico e morale: Kennedy, erede della dinastia democratica ma bandiera del complottismo vaccinale, ha costruito la propria notorietà alimentando disinformazione – dal falso legame tra vaccini e autismo alla minimizzazione della pandemia – e oggi guida un dicastero che ha limitato l’accesso ai richiami contro il virus in nome di una presunta “libertà individuale”.

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Ma quando in gioco c’è la salute del suo protettore politico, la scienza torna improvvisamente utile. Trump, che nel 2020 si era ammalato di Covid e aveva sponsorizzato trattamenti pseudo-miracolosi come l’idrossiclorochina, sceglie oggi la via della medicina consolidata. È la perfetta sintesi del trumpismo: un populismo di facciata, pronto a piegarsi al realismo quando il privilegio personale lo consente.

Non è la prima volta che il tycoon repubblicano gioca con il doppio registro. Durante la campagna elettorale del 2024 aveva strizzato l’occhio ai movimenti anti-vaccino per sedurre la base più radicale del suo elettorato, promettendo di “rivedere” le linee guida federali sui vaccini e affidando proprio a Kennedy un ruolo di primo piano per compiacere le frange anti-establishment del partito. Una strategia redditizia alle urne, ma devastante sul piano etico: mentre milioni di americani – soprattutto nelle comunità più povere e marginalizzate – si trovano oggi con accesso limitato ai vaccini, Trump riceve le sue dosi nel silenzio ovattato della Casa Bianca.

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È l’ennesimo esempio del motto non scritto del trumpismo: regole per te, non per me. Un elitismo travestito da populismo, dove la salute pubblica diventa strumento di potere e la scienza un’arma da brandire solo quando conviene.

A 79 anni, Trump continua a negare le voci sulle sue condizioni fisiche, minimizzando lividi e terapie cardiovascolari, ma il vero nodo non è la sua salute personale: è l’ipocrisia politica che si ripete, identica a quella del primo mandato, quando sminuiva il virus in pubblico pur ricevendo cure di prim’ordine in privato.

Oggi, con Kennedy al timone della Sanità, il messaggio è lampante: la guerra contro le “élite scientifiche” vale solo finché serve a consolidare il consenso. Per i progressisti e per gli esperti di salute pubblica, questo episodio è un campanello d’allarme. L’ascesa di figure come RFK Jr. non è un incidente ideologico, ma una minaccia reale alla democrazia sanitaria.

Mentre Trump si prepara ai suoi summit globali, protetto da un ago che il suo stesso governo ha contribuito a demonizzare, resta una domanda inevasa: quante vite dovranno ancora pagare il prezzo di questo cinico gioco di potere? La scienza non dovrebbe mai essere ostaggio della politica. E la leadership, quella vera, non si misura nelle dosi somministrate dietro porte chiuse, ma nelle scelte che proteggono tutti, non solo chi comanda.

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