Il Premio Pulitzer: i vincitori del 2026
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Il Premio Pulitzer: i vincitori del 2026

I premi letterari americani raccontano un panorama attraversato da guerra, autobiografia e riletture della storia. Sullo sfondo, il giornalismo investigativo torna al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti.

Il Premio Pulitzer: i vincitori del 2026
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7 Maggio 2026 - 16.27 Culture


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Per uno scrittore, vincere un Pulitzer rappresenta il riconoscimento di un’intera carriera: un traguardo che, nel mondo della letteratura e dell’informazione, equivale a ciò che l’Oscar è per il cinema, e i vincitori di questa edizione, sono dei veri talenti.

Il Pulitzer per la narrativa premia la scrittura di Daniel Kraus. Il riconoscimento è andato a “Angel Down”, un romanzo ambientato durante la Prima guerra mondiale e costruito come un unico ed ininterrotto flusso narrativo, che trasporta il lettore in una storia lunga 300 pagine e costituita da un’unica lunga frase. 

Autore di oltre venti opere tra horror, fantasy e narrativa storica, Kraus è noto anche per le collaborazioni con George Romero e Guillermo del Toro. Con quest’ultimo aveva già firmato il romanzo da cui è stato tratto “The Shape of Water”, vincitore di quattro premi Oscar.

In Angel Down, cinque soldati partono per una missione apparentemente semplice: porre fine alle sofferenze di un compagno ferito. L’incontro con una misteriosa creatura angelica trasforma però il viaggio in una discesa visionaria tra violenza, colpa e ossessioni interiori. La critica americana ha sottolineato soprattutto la radicalità della scrittura: un flusso narrativo quasi ininterrotto che restituisce il caos psicologico della guerra e avvicina il romanzo a una forma contemporanea di flusso di coscienza.

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Nonostante una carriera segnata già da vari riconoscimenti, lo scrittore ha confessato di aver accolto la notizia del Pulitzer con incredulità, raccontando che l’arrivo improvviso di molti messaggi lo aveva inizialmente preoccupato.

Nell’edizione di quest’anno, si è mostrato un grande interesse per la rilettura della storia americana, infatti per la categoria dedicata alla saggistica storica è stato premiato “We the People: A History of the U.S. Constitution” di Jill Lepore, mentre il Pulitzer per la biografia è andato a “Pride and Pleasure: The Schuyler Sisters in an Age of Revolution” di Amanda Vaill, che racconta le figure delle sorelle Schuyler sullo sfondo dell’America rivoluzionaria.

Per Il teatro vince Bess Wohl con “Liberation”, un’opera che riporta il pubblico negli anni Settanta e ai gruppi di autocoscienza femminista.

Un Passaggio particolarmente intenso dell’evento è il riconoscimento assegnato a Yiyun Li per il suo memoir dedicato alla perdita dei due figli: “Things in Nature Merely Grow” che scritto in prima persona, vuole affrontare il tema del suicidio e del lutto, trasformando con molta forza l’esperienza autobiografica in una riflessione sul dolore e sulla memoria.

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Accanto ai premi letterari, i Pulitzer 2026 hanno assunto anche una forte valenza politica attraverso i riconoscimenti assegnati al giornalismo investigativo americano. Nel corso della cerimonia alla Columbia University, l’amministratrice Marjorie Miller ha richiamato con forza il valore del Primo Emendamento e della libertà di stampa, criticando le restrizioni imposte ai media negli ambienti della Casa Bianca e del Pentagono, oltre alle azioni legali avviate dall’amministrazione Trump contro diverse organizzazioni editoriali.

Tra le testate premiate figurano il New York Times, riconosciuto per alcune inchieste sui conflitti di interesse dell’amministrazione americana, la Reuters, premiata per il lavoro sulle pressioni politiche esercitate attraverso il Dipartimento di Giustizia, e il Washington Post, che ha ricevuto il riconoscimento per il servizio pubblico grazie a una serie di articoli dedicati ai tagli dell’apparato federale e al programma Doge guidato da Elon Musk.

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