Quando Vittorio Emanuele lanciava insulti sessisti contro Giuliana Sgrena e le augurava la morte
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Quando Vittorio Emanuele lanciava insulti sessisti contro Giuliana Sgrena e le augurava la morte

Un re che aveva modi di fare e di parlare poco nobili. Come nel caso di Giuliana Sgrena.

Quando Vittorio Emanuele lanciava insulti sessisti contro Giuliana Sgrena e le augurava la morte
Vittorio Emanuele di Savoia
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4 Febbraio 2024 - 11.40


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Con la morte di Vittorio Emanuele di Savoia, al netto del lutto e del dolore dei familiari e dei monarchici che lo consideravano il loro re, sono tornate le polemiche sulla vita dell’uomo, ricca di azioni e comportamenti poco nobili, è proprio il caso di dire.

Tra queste gli insulti a Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto (e anche firma di Globalist) rapita in Iraq e ferita dagli americani che spararono sulla sua auto che la portava in salvo uccidendo il dirigente del Sismi Nicola Calipari.

Insulti e apprezzamenti di tipo politico Vittorio Emanuele li aveva riservati commentando col segretario Alfredo Narducci la drammatica liberazione di Giuliana Sgrena, al quotidiano il Manifesto. Conversazioni intercettate mentre il reale era sotto inchiesta.
V. Emanuele: «Come si chiama quel giornale lì?… È carta abbastanza buona per pulirsene…».
Narducci: «Ma neanche, perché le rimane poi sempre il nero su per il culo… l’inchiostro non è un buon inchiostro».
V. Emanuele: «Sono proprio degli stronzi… No, di avere questo anti-americanismo…».

I due cominciarono a parlare della morte di Nicola Calipari per mano di un soldato americano.
VE.: senta: che casino che è venuto fuori, eh!
N.: ma di che, di cosa?

VE.: adesso guardi che quella lì.
N.: uhm.
VE.: è meglio che non si faccia vedere in giro, eh! Quella che..
N.: chi è?
VE.: quella merda lì che è stata, ehm, che ha fatto morire il nostro capo dei servizi segreti.
N.: ah sì! Quella lì è una merda! Comunista di merda quella lì!
VE.: Le televisioni l’hanno distrutta! Le televisioni di Berlusconi e il TG 2
N.: sì, sì, sì.
VE.: l’hanno distrutta!
N.: ah sì?
VE.: sì.
N.: ah sì, ah sì, mi fa, mi fà ridere, mi fa ridere Emilio Fede che ha detto che lei guardava dal finestrino e contava le pallottole che sparavano gli Americani! ( ride)
VE.: e poi è meglio che non vada ad abbracciar la vedova: no,no.Glielo sconsiglio! ( ride)
N.: ( ride) comunque è una. Eh, ma guarda è una, sono merde quella gente lì! E’ gente che! Comunque non ci va più in Iraq, ha detto che non ci và più, eh!
VE.: ma è meglio che ci andasse, così la fan fuori!
N.: così la tolgono dai piedi, eh! Comunque!
VE.: no, ma come si chiama quel giornale lì?
N.: il Manifesto, il Manifesto.
VE.: hanno detto che era un agguato fatto dagli Americani ! Ma figuriamoci! Quel pezzo di merda di quella vecchia troia
N.: (ride) Bisognerebbe, bisognerebbe portarla in una caserma di alpini e poi darla agli alpini che se la sollazzino!

Vittorio Emanuele di Savoia è morto. Riposi in pace. Ma non possiamo dimenticare chi sia stato in vita.

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