Un condominio di Prati vince la battaglia contro l'elettrosmog: no all'antenna telefonica nei pressi di una scuola
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Un condominio di Prati vince la battaglia contro l'elettrosmog: no all'antenna telefonica nei pressi di una scuola

I condomini di un condominio di via Girolamo Savonarola, hanno bocciato all’unanimità la richiesta della società Iliad di installare un impianto di telefonia mobile sul tetto del palazzo a un canone annuo di 20mila euro. 

Un condominio di Prati vince la battaglia contro l'elettrosmog: no all'antenna telefonica nei pressi di una scuola
Un'antenna telefonica
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7 Giugno 2024 - 08.27


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Una piccola grande vittoria sull’inquinamento elettromagnetico, problema di cui si parla pochissimo, è andata in scena a Rroma, nel quartiere Prati. I condomini di un condominio di via Girolamo Savonarola, hanno bocciato all’unanimità la richiesta della società Iliad di installare un impianto di telefonia mobile sul tetto del palazzo a un canone annuo di 20mila euro. 

Il condominio si trova nei pressi dell’Istituto San Giuseppe al Trionfale, un complesso scolastico che ospita una scuola dell’Infanzia, una primaria, una parrocchia e un oratorio con il coinvolgimento di centinaia di bambini e di famiglie. 

«Siamo contenti della decisione del condominio di bocciare quasi all’unanimità la proposta di installazione dell’antenna – ha commentato don Salvatore Alletto, direttore della scuola san Giuseppe nonché superiore della Comunità di San Giuseppe al Trionfale -. Mi sento di ringraziare i condomini per la sensibilità e l’attenzione dimostrate. Speriamo presto si arrivi ad una regolamentazione della localizzazione degli impianti di telefonia mobile. Quello della scuola e della Comunità di San Giuseppe al Trionfale è un sito sensibile che va protetto».

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Nei giorni scorsi, alla luce della polemica sollevata dall’intero quartiere, Iliad ha provato a spiegare che «ogni antenna presente sul territorio italiano viene realizzata solo dopo aver acquisito le necessarie autorizzazioni previste dalla legge» e che «le autorizzazioni stesse vengono rilasciate da vari enti pubblici, fra cui Comune e Agenzia Regionale per la protezione ambientale, che si assicurano che ogni antenna venga realizzata e funzioni nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge». 

L’ex coordinatore dei comitati romani per la difesa dagli effetti dell’elettrosmog Giuseppe Teodoro, attuale vice presidente di Ecoland, l’associazione di promozione sociale che opera nel settore della tutela della salute e dell’ambiente, ha supportato il condominio nella sua battaglia.

Teodorro ha diffuso un vademecum di 13 punti, perché fossero chiari «i rischi e gli effetti pratici, a cui possono andare incontro, spesso inconsapevolmente, i cittadini che avallano la scelta di accogliere un’antenna, ancorché spinti da mere ragioni business economico». 

Tra i punti più importanti, quelli secondo cui «gli immobili che ospitano un’antenna si svalutano dal 30 al 50%, con il lastrico solare che sarà interdetto ai condomini per tutta la durata dell’affitto (assimilato a contratto di locazione commerciale: in genere 18 anni = 9+9) e l’avvertimento che quasi sempre il gestore che per primo si accaparra il sito, installando l’antenna, subappalta poi gli spazi dello stesso lastrico a disposizione ad altri operatori telefonici, contribuendo a generare nei dintorni un potente polo elettromagnetico. In ogni caso – ha ricordato Teodoro – l’assemblea condominiale può sempre approvare un Regolamento che esclude l’installazione di antenne sopra l’edificio, fermo restando che occorre verificare se in prossimità del luogo indicato per l’installazione preesistono siti sensibili (scuole, ospedali, case di cura e di riposo), sopra e in prossimità dei quali è inibito installare impianti TLC, e se risiedono o lavorano persone con particolari e gravi patologie (tumori, leucemie, malattie cardiopatiche, portatori di apparecchi elettromedicali e/o pacemaker), la cui condizione risulta incompatibile con i campi elettromagnetici emessi dall’impianto»..

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