Derby pro-Vannacci nell'estrema destra: Lega e Alemanno tentano di 'arruolare' il generale
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Derby pro-Vannacci nell'estrema destra: Lega e Alemanno tentano di 'arruolare' il generale

Gianni Alemanno attacca il governo nel nome della libertà di espressione, dalla Lega fanno sapere che l'80% di quello che dice è condivisibile

Derby pro-Vannacci nell'estrema destra: Lega e Alemanno tentano di 'arruolare' il generale
Gianni Alemanno
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28 Agosto 2023 - 23.01


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 Nella destra reazionaria si è scatenata la corsa a chi è più estremista e il generale dell’esercito – casualmente già comandante dei parà – è conteso e coccolato. L’eco della bufera scatenata dalle parole del generale Roberto Vannacci, va avanti. E anzi, scava nel centrodestra dividendolo tra chi difende il militare e chi no, e chi – annuncia la Lega – è pronto ad accoglierlo se dovesse lasciare la divisa per la politica.

A innescare la miccia è l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che non solo difende la libertà di espressione del militare ma attacca a muso duro il governo. Dall’alto.

«La Meloni tace, non dice una parola e già questo silenzio è eloquente». L’ex esponente di An che non ha più la tessera di Fratelli d’Italia dal 2014 – dal palco di Ceglie Messapica, dove si chiude la festa di Affari italiani – non fa sconti nemmeno al ministro della Difesa, che di FdI è uno dei fondatori. «Doveva stare zitto o difenderlo, magari una difesa di ufficio. Invece ha fatto una scivolata clamorosa – tuona – o perché indotto da pressioni di carattere istituzionale e dei vertici dell’esercito e farebbe bene ad ammettere i suoi errori. Ammettere gli errori certe volte fa bene».

Il parà, finito nel ciclone per le opinioni espresse nel suo libro contro gay, femministe e stranieri, tiene la scena politica seppur assente e in silenzio. Avrebbe dovuto partecipare alla manifestazione politica organizzata in Puglia, nello stesso giorno in cui erano stati invitati i ministri Antonio Tajani e Matteo Salvini, che proprio su di lui si sono più divisi. E le divergenze restano. Per la Lega, le esprime senza mezzi termini il numero due del partito, Andrea Crippa: «Vannacci ha espresso il suo pensiero e va ascoltato. Da quello che è uscito sui media, l’80% di ciò che ha scritto lo condivido». Il vicesegretario va oltre: «Se dovesse decidere di candidarsi, le porte della Lega sono spalancate». Gli tende la mano pure Alemanno: sempre più voce critica della destra, e del governo, ora è il portavoce del comitato «Fermare la guerra-Forum per indipendenza nazionale». Lo stesso che ha lanciato «spontaneamente» una petizione contro i provvedimenti presi finora dall’esercito contro Vannacci (è stato rimosso dalla guida dell’Istituto geografico militare) e finora a quota 300 firme. Alemanno spiega: «Ora la priorità è ottenere il proscioglimento dalle accuse. Poi vedremo se ci sono possibilità di convergenze politiche con lui». E si propone: «Sicuramente da parte nostra c’è disponibilità a parlarne». Sembra quindi non dare peso all’autonomia rivendicata il giorno prima dal generale nel decidere se davvero lascerà la divisa militare per candidarsi. «Non l’ho più sentito ma ora credo che debba essere lasciato in pace».

Restano le riserve di Forza Italia. Non ne fa mistero Raffaele Nevi, vicepresidente vicario degli azzurri alla Camera e portavoce del partito: «Ognuno ha la libertà di esprimere le sue convinzioni, ma un generale in carica non dovrebbe lanciarsi in valutazioni politiche – sottolinea – Il ruolo imporrebbe riservatezza nella gestione del proprio incarico». 

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