Ruotolo (Pd): "Da oggi siamo meno liberi, la destra vuole un'informazione al servizio del potere"
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Ruotolo (Pd): "Da oggi siamo meno liberi, la destra vuole un'informazione al servizio del potere"

Ruotolo (Pd): "Decidere di vietare la pubblicazione degli integrali o degli stralci delle ordinanze cautelari fino alla conclusione delle indagini preliminari o all'udienza preliminare significa negare all'opinione pubblica il diritto di essere informata"

Ruotolo (Pd): "Da oggi siamo meno liberi, la destra vuole un'informazione al servizio del potere"
Sandro Ruotolo
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20 Dicembre 2023 - 11.36


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Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Partito Democratico, ha duramente criticato l’ultimo provvedimento della maggioranza di destra, sulla possibilità da parte dei giornalisti e dei mezzi d’informazione di pubblicare gli atti di un’indagine in corso.

“Da oggi siamo meno liberi. Con l’approvazione alla Camera della legge cosiddetta bavaglio, l’informazione nel nostro Paese è meno libera. La maggioranza più di destra che il nostro Paese abbia conosciuto dal dopoguerra ha deciso che la cronaca giudiziaria non va raccontata all’opinione pubblica”.

“E’ vero, i processi non si fanno nelle piazze, ma nei tribunali. Ma decidere di vietare la pubblicazione degli integrali o degli stralci delle ordinanze cautelari fino alla conclusione delle indagini preliminari o all’udienza preliminare significa negare all’opinione pubblica il diritto di essere informata su temi come la lotta alla corruzione e la lotta alla mafia”.

“I tempi del processo penale sono lunghi. La conclusione delle indagini preliminari può voler dire anche un anno, un anno e mezzo dal giorno dell’arresto. Fatti di interesse pubblico, una volta licenziata la legge, saranno così negati all’opinione pubblica. Conosceremo le malefatte dei colletti bianchi solo attraverso comunicati ufficiali: questa si chiama censura. Non c’entra nulla la difesa del diritto della presunzione d’innocenza, è solo l’ossessione della destra e del terzo polo di volere un’informazione al servizio del potere e non dei governati”.

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