Terzo mandato, Borghi (Iv) contro Pd e Avs: "Potevamo mettere Meloni in minoranza, ma avete preferito altro..."
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Terzo mandato, Borghi (Iv) contro Pd e Avs: "Potevamo mettere Meloni in minoranza, ma avete preferito altro..."

Borghi (Iv) attacca Pd e Avs: "Avevamo sul campo un assist perfetto per mandare Giorgia Meloni in minoranza: coalizione di governo spaccata, e numeri a favore delle minoranze se si fossero presentate compatte sulla vicenda del terzo mandato".

Terzo mandato, Borghi (Iv) contro Pd e Avs: "Potevamo mettere Meloni in minoranza, ma avete preferito altro..."
Enrico Borghi
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22 Febbraio 2024 - 14.33


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Enrico Borghi, esponente di Italia Viva, con un post sui social commenta quanto accaduto in commissione Affari costituzionali, con Pd e Avs che hanno votato insieme a Fdi e Fi e contro la Lega, che aveva proposto l’emendamento per il terzo mandato ai governatori. Una scelta, quella del centrosinistra, che ha lasciato di stucco Borghi.

“Avevamo sul campo un assist perfetto per mandare Giorgia Meloni in minoranza: coalizione di governo spaccata, e numeri a favore delle minoranze se si fossero presentate compatte sulla vicenda del terzo mandato. Invece di pensare a battere la destra, come al solito è partita la competizione a sinistra”.

“E così, rifiutando addirittura la nostra proposta di tavolo di lavoro congiunto, si è pensato bene di far giocare sul piano della tattica interna una partita nella quale Giorgia Meloni è stata graziata dall’insipienza del cosiddetto campo largo. E quindi il saldo di una giornata che avrebbe potuto essere di sconfitta totale della Premier, diventa una sciarada nella quale la Meloni schiaffeggia Salvini, Salvini a sua volta tumula politicamente Zaia sfiduciato dalla destra, Conte -siamo alle solite- corre in soccorso alla Presidente del Consiglio, ed Elly Schlein manda a fondo Vincenzo De Luca, Stefano Bonaccini e il presidente dell’Anci Antonio Decaro , lanciando un evidente messaggio in bottiglia ai riformisti interni, che si apprestano a fare la fine dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie”.

“Noi eravamo pronti a lavorare in nome del principio superiore del governo da battere. Altri hanno preferito giocare le loro piccole battaglie di posizionamento, e di consociativismo. Almeno speriamo che in futuro ci evitino di fare la morale sull’unità delle opposizioni contro la Meloni, e la finiscano di accusare gli altri di essere la stampella del governo quando nei passaggi decisivi del potere si ritrovano sempre al fianco del governo. Perchè questo sgolarsi nelle piazze contro il governo , e poi nel palazzo votare insieme per regolare i conti al proprio interno non è certo un spettacolo edificante”.

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