Ilaria Salis ai domiciliari, il padre: "Grazie al governo Meloni? No, è merito del clamore e della candidatura"
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Ilaria Salis ai domiciliari, il padre: "Grazie al governo Meloni? No, è merito del clamore e della candidatura"

Roberto Salis: "Penso che abbia pesato moltissimo la forte mobilitazione popolare in Italia, l'attenzione dell'opinione pubblica, averla fatta diventare un fatto mediatico. Anche con la candidatura alle elezioni europee".

Ilaria Salis ai domiciliari, il padre: "Grazie al governo Meloni? No, è merito del clamore e della candidatura"
Roberto Salis
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16 Maggio 2024 - 10.28


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Roberto Salis, padre di Ilaria, ha parlato con diversi giornali italiani dopo la notizia della concessione dei domiciliari da parte dei giudici ungheresi. «Finché mia figlia resta in Ungheria io non sono tranquillo. Al telefono ci siamo detti che sarà meraviglioso riabbracciarci. Era molto contenta. Entusiasta di poter finalmente uscire dal carcere. Sono stati mesi molto duri». 

«Mi sento di escludere che ci sia stato un intervento del governo. Da quando mia figlia ha accettato la candidatura con Avs tutti i canali di comunicazione esistenti con la diplomazia italiana si sono completamente chiusi. E’ calato il silenzio più assoluto. Oggi prevale la delusione. Sono profondamente ferito dall’atteggiamento delle istituzioni italiane. Eccetto una: il presidente della Repubblica, che forse è stato l’unica figura istituzionale da cui ci siamo sentiti tutelati, che ci ha trasmesso un profondo senso di rispetto nei confronti dello Stato».

Salis ha rilasciato una intervista anche al Corriere della Sera: «La concessione dei domiciliari sarà operativa dopo il pagamento della cauzione. Appena mi comunicheranno su quale conto corrente farò il versamento. Spero il prima possibile. Dopodiché non dovrebbero esserci altri ostacoli. Penso che abbia pesato moltissimo la forte mobilitazione popolare in Italia, l’attenzione dell’opinione pubblica, averla fatta diventare un fatto mediatico. Anche con la candidatura alle elezioni europee».

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Anche Repubblica ha parlato col padre di Salis: «Io penso che il merito sia dei giornalisti che hanno sollevato il caso, della mobilitazione popolare che è nata dopo la diffusione delle immagini di Ilaria in catene al processo e della mobilitazione politica, compresa la scelta della candidatura contro un processo che da subito è stato politico». 

Rispetto al ruolo del governo ribadisce: «Tutta questa attenzione io francamente la vedo ancora molto nebulosa. Li dovrei ringraziare? Lasciamo stare. Io non ho dei sassolini nelle scarpe, ho i piedi sanguinanti e prima o poi svuoterò i cassetti di quel che ho da dire. Noi non abbiamo visto alcuna volontà concreta né da parte di Tajani né da parte di Nordio». 

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