L’incontro si è svolto a Palazzo Chigi ed è durato circa un’ora e mezza, tra sorrisi di circostanza e una tensione diplomatica mai del tutto nascosta. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto il segretario di Stato americano Marco Rubio con un tono informale, chiamandolo per nome e salutandolo con un semplice «Ciao», ma il clima politico è rimasto complesso fin dall’inizio.
Il confronto si è concentrato soprattutto sulle frizioni tra Roma e Washington, aggravate dalle recenti tensioni politiche legate all’amministrazione di Donald Trump e dalle divergenze su diversi dossier internazionali, in particolare la crisi nello Stretto di Hormuz.
Ma zero sul futuro del popolo della Palestina, zero su quella vergogna chiamata Board of Peace of Gaza. Distanza ma
Nella nota diffusa al termine del colloquio, Meloni ha sottolineato: «Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali, ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente». Una formula diplomatica che ha evidenziato la ricerca di equilibrio, ma anche le distanze emerse.
Nel corso del confronto sono stati affrontati i principali scenari internazionali: i rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti, la crisi in Medio Oriente, la sicurezza marittima nel Golfo Persico, la situazione in Libia, il conflitto in Libano e la guerra in Ucraina.
Più tardi, intervenendo a Milano davanti alla platea di Confagricoltura, la premier ha ribadito: «Entrambi comprendiamo quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma allo stesso modo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. Quindi l’Italia difende i propri, esattamente come fanno gli Usa. Ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo».
Prima dell’incontro con Meloni, Rubio ha avuto un colloquio alla Farnesina con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. In quell’occasione gli è stato consegnato un albero genealogico delle sue origini piemontesi, in un gesto simbolico prima del confronto politico.
Tajani ha poi ribadito la posizione italiana: «L’Europa ha bisogno dell’America, così come l’Italia. Ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia». Ha inoltre chiesto a Washington di mantenere una presenza militare forte in Europa: «Per noi è importante una presenza americana in Europa per rafforzare la Nato», accompagnata da un impegno più deciso dell’Unione europea nell’Alleanza atlantica.
Il ministro ha infine confermato la disponibilità dell’Italia a giocare un ruolo in Libano e in Libia e ha sottolineato la necessità di evitare tensioni commerciali con gli Stati Uniti, aggiungendo: «Si è amici leali quando si dice ciò che si pensa».
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