In Brasile rischia di diventare presidente un rampollo dell’estrema destra reazionaria figlio di un ex presidente golpista che ha sempre elogiato la feroce dittatura militare brasiliana.
In Argentina c’è un presidente che sta facendo del revisionismo sulla tragedia dei ‘desaparecidos’ e minimizza gli orrori della sanguinaria giunta militare.
E a capo della cosca c’è Donald Trump che dall’alto di aver istigato una ‘fallita’ insurrezione per poter rovesciare i risultati delle elezioni oggi si permette di dare del ‘terrorista’ agli altri senza guardare allo specchio.
In questo clima Ernesto Che Guevara, figura complessa e nobile, viene liquidato da taluni come un terrorista.
È uno dei risultati di questo revisionismo storico ignorante e disinformato che pretende di giudicare il Novecento cancellando le ragioni dei conflitti e rimuovendo le responsabilità dei poteri che li generarono.
Perché a ben vedere ‘terroristi’ non erano coloro che combatterono, anche in armi, contro la tirannide ma erano quei regimi sanguinari di estrema destra che affamavano e sterminavano il popolo per restare aggrappati al loro potere corrotto protetti dalla Cia e dalle multinazionali.
La storia dell’America Latina è una storia di oligarchie, sfruttamento, disuguaglianze intollerabili e ingerenze straniere. È la storia di popoli ai quali veniva negata la possibilità di trasformare pacificamente i rapporti economici e sociali, mentre gli interessi delle classi dominanti trovavano protezione negli apparati militari e nella complicità delle potenze occidentali.
La rivoluzione cubana abbatté la dittatura di Fulgencio Batista, un regime corrotto e repressivo sostenuto dagli Stati Uniti, e divenne il riferimento di milioni di persone che vedevano nell’ordine esistente la causa della propria miseria e della propria subordinazione.
In Guatemala c’era un regime genocida sostenuto dalla Cia in nome e per conto della United Fruit Company.
In Bolivia, dove Che Guerava fu catturato e ucciso, c’era al potere un generale golpista, ovviamente sostenuto dagli Stati Uniti, che regolarmente mandava l’esercito a massacrare minatori e contadini ovunque si ribellassero.
E l’elenco è molto più lungo
Loro erano i terroristi. Ernesto Che Guevara era un rivoluzionario che combatteva per i diritti degli oppressi. Il tutti mentre Cuba era ed è strangolata da un embargo illegale e golpisti e terroristi di stato tentano di presentare un eroe come un criminale.
I tempi sono cambiati, la situazione non è la stessa degli anni Sessanta (anche se sotto molti aspetti è anche peggio) oggi abbiamo scelto la non violenza, la via democratica senza mai dimenticare, però, il monito del presidente partigiano Sandro Pertini, ossia che “non consentiremo mai alla libertà di uccidere la libertà”.
Per questo Che Guerava era e resta uno dei simboli della lotta degli oppressi contro gli oppressori.
Dei limiti e degli errori del castrismo potremmo discutere a lungo ma non mentre le oligarchie feudali di estrema destra usano miliardi, stampa, giornali e soprattutto web per riscrivere la storia a loro piacimento e giustificare genocidi e sfruttamento.
Quindi ora più che mai: ¡Hasta siempre, comandante Che Guevara!