Segnalati due casi di trasmissione Covid uomo-gatto in Gran Bretagna
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Segnalati due casi di trasmissione Covid uomo-gatto in Gran Bretagna

L'Università di Glasgow ha riportato i due casi dopo un programma di screening della popolazione felina del Regno Unito

Un gatto obeso
Un gatto obeso
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23 Aprile 2021 - 08.33


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La rivista Veterinary Record ha fatto sapere che sono stati identificati due casi noti di trasmissione di Covid-19 con un salto di specie da essere umano a gatto domestico, avvenuti nel Regno Unito.  

La rivista ha descritto i due episodi che sono stati poi riportati dagli scienziati dell’Università di Glasgow, e riconosciuti nell’ambito di un programma di screening della popolazione felina del Regno Unito.

I due esemplari contagiati, appartenenti a razze diverse, provenivano da due famiglie separate e mostravano segni respiratori da lievi a gravi.
Il team, in collaborazione con il servizio di diagnostica veterinaria della School of Veterinary Medicine della struttura universitaria, ipotizza che entrambe le infezioni siano state trasmesse ai felini dai loro proprietari, che avevano manifestato sintomi associati a Covid-19 prima dei gattini.

Il primo caso riguarda Ragdoll, una cucciola di quattro mesi adottata da una famiglia in cui il proprietario aveva sviluppato sintomi coerenti con l’infezione da Sars-CoV-2 alla fine di marzo 2020, ma non era stato sottoposto a test Pcr.

La conferma dall’autopsia

Durante il mese di aprile, la gattina è stata portata dal veterinario per difficoltà respiratorie.
Le sue condizioni sono peggiorate rapidamente ed è stato necessario sopprimerla. L’autopsia ha confermato danni ai polmoni compatibili con una polmonite virale ed è stata riscontrata l’infezione da Sars-CoV-2.

Il secondo caso riguarda una femmina siamese di sei anni proveniente da una famiglia in cui è stato riconosciuto un caso di Covid-19.
L’esemplare è stato portato dal veterinario con secrezione nasale e congiuntivite, ma i sintomi sono rimasti lievi e il gatto si è ripreso.

I ricercatori hanno completato il sequenziamento del genoma nel secondo caso e scoperto che si trattava di un agente patogeno simile a quelli circolanti nella popolazione umana.
Gli scienziati non hanno trovato prove di adattamento delle specie e hanno concluso che eventuali mutazioni presenti nel genoma virale avrebbero potuto essere riscontrate anche nel virus contratto dal proprietario, il cui sequenziamento non era però disponibile.

Nessuna di contagio gatto-uomo

Al momento non ci sono prove di trasmissione da gatto a uomo, né si conosce il ruolo che gli animali domestici svolgono nell’epidemiologia delle infezioni umane.
Resta pertanto sconosciuto se i gatti possano trasmettere naturalmente il virus ad altri animali o ai loro padroni, ma gli esperti ritengono che questi due episodi avvenuti in Regno Unito siano solo una sottostima dei casi di contagio dall’uomo ad altre specie.

Dall’inizio della pandemia, sono stati segnalati episodi di contagio felino in diversi paesi, che hanno evidenziato la positività al test Covid-19 di diversi animali domestici, probabilmente infettati dai loro proprietari. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che molte specie animali sono suscettibili all’infezione.

“Questi due esempi dimostrano che è importante migliorare la nostra comprensione dell’infezione animale da Sars-CoV-2 – sostiene Margaret Hosie del Centre for Virus Research presso l’Università di Glasgow e autrice principale dello studio – la prospettiva di trasmissione tra animali diventa sempre piu’ importante come potenziale fonte di reintroduzione di Sars-CoV-2 per l’uomo. Dobbiamo approfondire l’analisi del ruolo che gli animali possono svolgere in ambito epidemiologico”.

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