Addio a Rosellina Archinto, pioniera dell’editoria per l’infanzia
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Addio a Rosellina Archinto, pioniera dell’editoria per l’infanzia

Aveva 93 anni. Nel 1963 fondò Emme Edizioni, casa editrice che contribuì a cambiare profondamente il modo di concepire e pubblicare i libri per bambine e bambini. Poi gli epistolari, la rivista “Leggere” e un lungo impegno nella vita culturale tra Milano e Genova.

Addio a Rosellina Archinto, pioniera dell’editoria per l’infanzia
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22 Agosto 2026 - 16.34 Culture


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È morta a Santa Margherita Ligure, all’età di 93 anni, Rosellina Archinto, una delle figure più originali e autorevoli dell’editoria italiana del secondo Novecento. Per oltre sessant’anni ha attraversato il mondo dei libri con uno sguardo innovativo, lasciando un segno particolare nell’editoria per l’infanzia, ma anche nella letteratura, nella cultura e nella vita civile.

Nata a Genova il 29 giugno 1933 con il nome di Rosellina Marconi, si laureò in Economia e commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo gli studi si trasferì negli Stati Uniti e frequentò la Columbia University di New York, esperienza che contribuì a formare la sua visione internazionale della cultura e dell’editoria.

Il momento decisivo arrivò nel 1963, quando, rientrata in Italia, fondò Emme Edizioni, utilizzando per il nome della casa editrice l’iniziale del proprio cognome da ragazza. L’obiettivo era rompere con una concezione tradizionale della letteratura destinata ai più piccoli, spesso caratterizzata da testi didascalici e immagini stereotipate.

«All’epoca la letteratura per l’infanzia era una cosa orribile: bambine ricciolute, testi mielosi. Io volevo fare libri prima di tutto belli», aveva raccontato al Corriere della Sera nel 2021.

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Archinto trasformò quell’intuizione in un progetto editoriale che chiamava a raccolta alcuni tra i più importanti artisti e illustratori italiani e internazionali. Nel catalogo di Emme entrarono, tra gli altri, Leo Lionni, Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Enzo e Iela Mari, Maurice Sendak, Eric Carle, Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo.

Il libro per bambini divenne così qualcosa di più di un semplice strumento educativo o di intrattenimento: un oggetto culturale e artistico, capace di coinvolgere lettori di ogni età. Fu una svolta destinata a influenzare profondamente l’editoria italiana per l’infanzia.

All’inizio degli anni Ottanta Archinto cedette Emme Edizioni. «La Emme Edizioni era cresciuta troppo. Decisi di svoltare», avrebbe spiegato in seguito. Ma quella scelta non rappresentò affatto un ritiro dal mondo editoriale.

Nel 1985 fondò la casa editrice Rosellina Archinto Editore, dedicata soprattutto agli epistolari e alla pubblicazione di testi letterari. Il catalogo accolse autori come Paul Céline, Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust, Ludwig Wittgenstein, Luigi Malerba e Salvatore Quasimodo.

Tra il 1986 e il 1996 diede vita anche a Leggere, rivista mensile dedicata alla letteratura, alle recensioni e alle novità librarie, che raggiunse complessivamente novanta numeri.

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Nel 1999, insieme alla figlia Francesca, fondò inoltre BabaLibri, realizzata in coedizione con la casa editrice francese L’école des loisirs e nuovamente dedicata alla letteratura per l’infanzia.

Nel 2003 la Rosellina Archinto Editore fu ceduta a Rcs MediaGroup. Ma dodici anni dopo, nel 2015, a 82 anni, Archinto decise di ricomprarla. Una scelta che raccontava bene il suo carattere e il suo rapporto con il mestiere editoriale: «Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza ma l’ho fatto solo perché voglio continuare a fare libri a modo mio».

L’attività di Archinto non si limitò all’editoria. La sua casa milanese divenne negli anni un luogo d’incontro per intellettuali, artisti e protagonisti della cultura italiana e internazionale.

Nel 1990 fu eletta come indipendente nelle liste del Partito Repubblicano Italiano al Consiglio comunale di Milano, dove tra il 1990 e il 1993 presiedette la Commissione Cultura. Nel 1992 il Pri la indicò anche come candidata alla carica di sindaco di Milano, candidatura che non arrivò però a concretizzarsi.

Il suo impegno culturale proseguì anche in Liguria. Fu vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova dal 2003 al 2006 e presidente onorario dell’Associazione degli Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale. Fece parte del Comitato scientifico del Collegio di Milano e presiedette l’Associazione “Amici di Lalla Romano”. Partecipò inoltre alle giurie del Premio Strega e del Premio Bagutta.

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Nel 2015 arrivò anche un importante riconoscimento internazionale: la nomina a Cavaliere dell’Ordine nazionale della Legion d’Onore francese.

Una vita tra libri, cultura e famiglia

Rosellina Archinto aveva sposato nel 1958 Alberico Archinto, assumendone il cognome. Madre di cinque figli e nonna di dieci nipoti, fu per quasi quarant’anni la compagna di Leopoldo Pirelli.

La sua eredità va però ben oltre la lunga biografia professionale. Con Emme Edizioni contribuì a cambiare il modo in cui l’Italia guardava ai libri per l’infanzia, portando nelle pagine destinate ai più piccoli qualità grafica, ricerca artistica e apertura internazionale. E continuò a coltivare quella stessa libertà editoriale per tutta la vita.

La scomparsa di Rosellina Archinto chiude così una delle esperienze più longeve e riconoscibili dell’editoria culturale italiana: quella di una donna che, scegliendo di fare «libri prima di tutto belli», contribuì a rendere più belli e più liberi anche quelli destinati ai bambini.

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