Ziche, l’ironia che racconta una società sempre più connessa e sola
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Ziche, l’ironia che racconta una società sempre più connessa e sola

A Città di Castello oltre 250 opere raccontano la carriera della fumettista, dai successi Disney ai personaggi di Lucrezia e Alice.

Ziche, l’ironia che racconta una società sempre più connessa e sola
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Claudio Visani Modifica articolo

27 Settembre 2026 - 18.04 Culture


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Silvia Ziche, tra le firme più importanti e amate del fumetto italiano, viene intervistata dall’ANSA in occasione della mostra dedicata ai suoi memorabili lavori, intitolata “100% Silvia Ziche”, con oltre 250 opere originali esposte nelle sale di Palazzo Facchinetti a Città di Castello e in corso fino al 1° novembre. L’esposizione è a cura di Rita Petruccioli, organizzata dall’associazione Amici del Fumetto, sotto la direzione artistica di Riccardo Corbò.

“Mi ispiro alle persone, ai rapporti umani, alle abitudini di gruppo, non al singolo personaggio, magari un politico, perché non sono interessata al protagonismo di alcuni.
Per ispirarmi basta uscire di casa e osservare le persone, disegnandole sul momento, ad esempio in metropolitana, senza preoccuparmi se se ne accorgono perché sono tutti distratti col naso sul telefonino, assorti in un mondo che è lontano da loro, reale oppure no, e non si accorgono più della vita reale, la loro”. Racconta alla giornalista Agnese Ferrara hai microfoni dell’ANSA.

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“Guardo i fenomeni sociali e ne descrivo i cambiamenti, – precisa l’artista. – Negli ultimi tempi assisto anche alla ricerca quasi spasmodica di risposte e soluzioni attraverso l’intelligenza artificiale del telefono cellulare. Si perde totalmente l’attenzione verso la realtà, non ci si confronta più con gli altri ma con un programma che scodella soluzioni mentre le persone sono sempre più sole. La reputo una perdita di tempo della propria vita, senza esserne neanche consapevoli”.

I rapporti tra le persone, le riflessioni sulle dinamiche di coppia, le solitudini, gli stereotipi e le disuguaglianze di genere, tutti elementi in cui la fumettista italiana eccelle, e anticipa all’ANSA che sta lavorando ad un numero di Topolino che uscirà all’inizio del 2027, in cui esplorerà il rapporto tra Paperone e Brigitta: “Sono uno specchio dei rapporti umani basati su fraintendimenti e cortocircuiti. Ora costringo i due personaggi Disney a relazionarsi l’uno con l’altro”.

Il percorso espositivo della mostra ripercorre la carriera di Ziche, che è una autrice completa capace di fondere comicità con una profonda sensibilità narrativa. La sua carriera inizia nel 1987 tra le pagine di Linus, per poi approdare a Cuore, Comix e Smemoranda, ma è sulle pagine di Topolino che la fumettista mostra il suo talento, prima come disegnatrice e poi come autrice completa di storie indimenticabili come Papernovela e Il Grande Splash.

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Oltre ai suoi successi Disneyani, ha anche un suo percorso autoriale con personaggi come Alice a quel paese e poi Lucrezia, che danno voce a una satira sociale e culturale, capace di far sorridere e riflettere sulla società. Uno spazio importante della mostra è dato alle collaborazioni con altri autori, come Vincenzo Cerami per Olimpo SPA (Einaudi), e lo sceneggiatore Tito Faraci, che dà vita a bellissime storie dell’universo Disney, ma anche alle originali reinterpretazioni di icone come Diabolik ed Eva Kant (nella serie Diabolik Sottosopra scritte con Mario Gomboli e pubblicate da Giunti) e Dylan Dog (nel Color Fest dedicato a Groucho), ma anche Infierno! (Rizzoli/Lizard) e la serie Quei Due (Sergio Bonelli Editore).

Per informazioni: tifernocomics.it

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