Papa Leone XIV usa il discorso in Spagna per mettere in guardia da una “crisi spirituale e culturale” globale
Il Papa ha avvertito che il mondo sta attraversando una “profonda crisi spirituale e culturale” e ha invitato la comunità internazionale ad affrontare le cause e le conseguenze di quello che ha definito il “tragico dramma della migrazione”.
In un ampio discorso rivolto ai parlamentari riuniti a Madrid, il pontefice ha affrontato anche i temi dei conflitti, dell’intelligenza artificiale, dell’emergenza climatica, oltre alle questioni dell’aborto e dell’eutanasia.
“La crisi spirituale e culturale che il mondo sta attraversando si manifesta in molteplici forme di violenza, polarizzazione e reciproca sfiducia”, ha affermato. “In questo contesto, la pace non è solo un’aspirazione politica, ma una vera necessità morale”.
Il Papa ha sottolineato che la ricerca della pace richiede “coraggio diplomatico, responsabilità etica” e la volontà di risolvere i problemi attraverso il diritto internazionale, evitando il ricorso al semplice “silenzio temporaneo” imposto dalle armi.
Ha inoltre espresso preoccupazione per il ritorno delle politiche di riarmo in diverse parti del mondo, Europa inclusa, affermando che la vera sicurezza deriva dalla giustizia, dal dialogo paziente e dal rispetto del diritto internazionale, oltre che da politiche che mettano al centro la vita delle persone e non gli interessi legati alla guerra.
Gran parte del discorso è stata dedicata al tema delle migrazioni. Il pontefice, primo Papa statunitense, ha sottolineato la necessità di creare “percorsi sicuri e legali” e “reali possibilità di integrazione”, richiamando al tempo stesso l’obbligo morale degli Stati di accogliere e proteggere i migranti.
“La tragedia della migrazione mette alla prova la coscienza delle nazioni e le basi etiche dell’ordine internazionale. Numerosi uomini, donne e bambini sono costretti, spesso da circostanze drammatiche, a lasciare le proprie comunità e abbandonare i propri affetti, la propria storia e le proprie relazioni”, ha affermato.
Ha aggiunto che il principio della pari dignità di tutti gli esseri umani viene violato quando le persone sono discriminate “a causa della loro origine nazionale, etnica, religiosa o linguistica, oppure per la loro condizione economica o sociale”.
Il pontefice ha anche invitato la comunità internazionale a intervenire sulle cause profonde delle migrazioni, garantendo condizioni di pace, sicurezza e sviluppo tali da evitare che le persone siano costrette a lasciare la propria terra a causa di guerre, disuguaglianze economiche o crisi climatiche.
Nel corso del discorso, accolto da un’ovazione di sette minuti, il Papa ha inoltre richiamato il magistero della Chiesa sulla tutela della vita umana.
“Ogni vita umana deve essere riconosciuta e protetta dal concepimento fino alla morte naturale, in ogni circostanza della sua esistenza”, ha detto. “Quando questa certezza viene oscurata, i più vulnerabili diventano le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. La grandezza morale di una nazione si misura soprattutto nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare le vite più fragili”.
Il Papa è atteso a un incontro con sopravvissuti agli abusi sessuali commessi da membri del clero cattolico. In precedenza, parlando ai vescovi spagnoli, ha definito questi abusi “una piaga” e ha sottolineato la necessità di una risposta fondata su ascolto, verità, giustizia e riparazione.
Alcuni gruppi di vittime hanno però criticato la loro esclusione dagli incontri ufficiali, affermando che non cercano simboli ma risposte concrete. In una dichiarazione congiunta hanno denunciato che l’esclusione dei sopravvissuti e delle associazioni impegnate da anni per verità e giustizia non fa che rafforzare il senso di abbandono e la sfiducia verso le istituzioni.