Quando il Papa parla della guerra, chi sta parlando? Il capo del piccolissimo stato della Città del Vaticano o il pastore della Chiesa?
L’ambasciatore americano presso la Santa Sede, Brian Burch, ha dato la sua risposta. In un’intervista al New York Times ha sostenuto che, condannando la guerra in Iran, Leone XIV non parlava come guida della Chiesa cattolica, ma «solo come leader politico e sovrano dello Stato della Città del Vaticano». E ha aggiunto: dire che quella guerra è ingiusta non è un giudizio che il Papa possa dare, perché dispone «solo di fatti limitati».
La risposta della Santa Sede è arrivata. In un editoriale intitolato «Il Papa parla sempre da pastore», i media vaticani hanno ricordato che il Successore di Pietro resta, prima di tutto, una guida spirituale. Già Paolo VI, alle Nazioni Unite nel 1965, lo aveva spiegato: quella sovranità temporale è «il minimo necessario» per essere liberi nella propria missione spirituale. Che il Vescovo di Roma sia anche sovrano dello Stato più piccolo del mondo non significa che agisca o parli da politico. Enfatizzare quel ruolo di capo di Stato, si legge, è «fuorviante»: va a scapito della sua unica, vera missione, quella di pastore universale.
Del resto, gli ambasciatori sono accreditati presso la Santa Sede, non presso lo Stato della Città del Vaticano.
Ed è così che Leone ha parlato dell’Iran fin dall’inizio, dunque. E come lo fa dell’Iran lo fa anche degli altri contesti di guerra dei nostri giorni. «Come pastore, non posso essere a favore della guerra», ha detto ai giornalisti sull’aereo di rientro dall’Africa. «Dio non benedice nessun conflitto». Ha denunciato il «delirio di onnipotenza» che alimenta i bombardamenti, e ha definito «davvero inaccettabili» le minacce all’intero popolo iraniano. E ancora: «Basta con l’idolatria di sé e del denaro! Basta con l’ostentazione della forza! Basta con la guerra!»
Le sue non erano – non sono e non saranno – semplici e circostanziate parole di disapprovazione diplomatica. Erano e sono l’appello morale di un pastore, radicato nel Vangelo. E questo la Santa Sede lo ha fatto capire con assoluta chiarezza.