Si ammala di Covid a un party: si pente con un post su Facebook ma muore pochi giorni dopo
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Si ammala di Covid a un party: si pente con un post su Facebook ma muore pochi giorni dopo

Lʼuomo di 51 anni, che era in sovrappeso e aveva il diabete, è stato infettato da un amico asintomatico

Thomas Macias
Thomas Macias
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3 Luglio 2020 - 09.07


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Si è scoperto positivo al Coronavirus, dopo aver partecipato a una festa a Riverside, in California, e si è pentito con un post su Facebook prima di morire. È la storia di Thomas Macias, un camionista di 51 anni, che ha partecipato a un barbecue con gli amici a Lake Elsinore, non lontano da Los Angeles e poco dopo il party, ha iniziato a sentirsi male. Il cognato, intervistato dalla Nbc, ha raccontato che, nel periodo di lockdown, Macias usciva solo se necessario, perché era in sovrappeso e aveva il diabete.   
All’inizio di giugno, quando il governatore della California, Gavin Newsom, ha allentato le restrizioni sul distanziamento sociale, Macias ha deciso di partecipare a una festa a Lake Elsinore per rivedere i suoi amici e combattere la solitudine degli ultimi mesi. A distanza di qualche giorno, proprio uno degli amici che era al barbecue lo ha contattato per comunicargli che aveva il Coronavirus e che era già a conoscenza della malattia quando aveva preso parte alla festa, ma non credeva di poter contagiare nessuno, perché asintomatico. Macias ha fatto subito il tampone, ma il 18 giugno scorso ha scoperto di essere positivo e, dopo un peggioramento istantaneo, il 21 giugno è morto. 
Il giorno prima di morire aveva affidato a Facebook il suo mea culpa per la superficialità dimostrata e un appello accorato a rispettare le regole: “Sono uscito un paio di settimane fa … a causa della mia stupidità ho messo a rischio mia madre, le mie sorelle e la salute della mia famiglia – ha scritto -.È stata un’esperienza molto dolorosa. Non è uno scherzo. Se devi uscire, metti la mascherina e rispetta il distanziamento sociale… Spero che con l’aiuto di Dio riuscirò a sopravvivere”. Macias non ce l’ha fatta, ma la sua triste storia ha fatto il giro del web e viene usata come monito per fare rispettare le regole del distanziamento sociale e per ricordare a tutti quanto sia facile contrarre il coronavirus.

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