Il prete gesuita, l’84enne Stan Swany, è morto all’ospedale della Sacra Famiglia di Mumbai. Forte indignazione in India per la sua morte poiché era un attivista dei diritti civili ed era stato arrestato nel Jarkhand, per terrorismo, nell’ottobre del 2020.
Swamy, affetto dal morbo di Parkinson, era finito nel mirino della National Investigation Agency che lo accusava di essere stato uno degli ispiratori dei disordini di Bhima Koregaon, avvenuti nella notte del 1 gennaio del 2018 a Pune, durante una manifestazione dei Dalit, (gli ex intoccabili).
Il gesuita, da sempre impegnato nella difesa dei diritti delle popolazioni tribali, era accusato, insieme ad altri 15 attivisti, di contatti con i guerriglieri maoisti nell’inchiesta sugli scontri avvenuti durante la commemorazione della battaglia di Bhima Koregaon.
“Per queste accuse, la Polizia non ha presentato alcuna prova e ha mostrato scarso interesse ad iniziare il processo”. “Non è stata la sua salute a deteriorarsi, ma quella della nostra democrazia”, continua l’editoriale.
“Per otto lunghi mesi la Nia e i magistrati hanno tenuto Swamy in carcere, nonostante l’evidente impatto negativo sulla sua salute. Lo scorso novembre denunciò di avere atteso settimane prima di avere abiti caldi e una cannuccia per bere. Senza alcuna considerazione per la sua età, la sua limitata mobilità e l’inesistenza di precedenti criminali, gli è stata ripetutamente negata la libertà condizionale. In carcere, Swamy era caduto e si era ferito più volte”.
Lo scorso maggio Swamy si è ammalato di Covid: solo il virus ha convinto i giudici a concedergli il trasferimento dal carcere all’ospedale, dove è morto, ieri, per arresto cardiaco. L’annuncio è stato dato in un comunicato da padre Stanislaus D’Souza, il provinciale dei gesuiti indiani.
L’Alta Corte di Mumbai ha reagito alla notizia della morte di Swamy, con un tweet “Siamo sotto shock, avevamo subito autorizzato il suo trasferimento in ospedale”. “Un tweet ipocrita, che non basta”, risponde la società civile indiana.
Gesuita muore in India per le conseguenze di una lunga carcerazione: indignazione
Padre Stan Swany era stato accusato di terrorismo perché difensore dei diritti tribali. Era malato di Parkinson e in cella aveva avuto il Covid
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5 Luglio 2021 - 17.58
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