L’Iran ha dichiarato “completamente aperto” al traffico commerciale lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito mondiale di petrolio e gas. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, poche ore dopo l’intesa per un cessate-il-fuoco di dieci giorni in Libano. La riapertura, tuttavia, è accompagnata da condizioni che ne ridimensionano la portata. La televisione di Stato iraniana ha precisato che ogni nave dovrà ottenere il via libera dei Pasdaran, mentre resta vietato il passaggio alle unità militari.
Un’apertura controllata, dunque, che riflette più una tregua tattica che una reale normalizzazione. La mossa di Teheran si inserisce in un equilibrio precario tra segnali di dialogo e logiche di deterrenza. Lo Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per i mercati energetici globali torna formalmente accessibile, ma resta sotto stretta vigilanza iraniana.
Sul piano internazionale, le reazioni evidenziano questa ambiguità. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha accolto positivamente l’annuncio, ringraziando pubblicamente Teheran. Subito dopo, però, ha chiarito che il blocco navale americano continuerà a essere applicato “esclusivamente nei confronti dell’Iran” fino alla conclusione dei negoziati in corso, la cui scadenza è fissata al 22 aprile.
Più netta la posizione europea. La commissaria Dubravka Šuica ha ribadito il principio della libertà di navigazione, definendo “inaccettabili” le recenti restrizioni nello Stretto e sottolineando che le rotte marittime devono restare beni pubblici, accessibili senza vincoli o pedaggi.
La riapertura ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici e finanziari, che nelle ultime settimane avevano incorporato il rischio di un’escalation prolungata. Il petrolio ha registrato un brusco calo: il WTI è sceso dell’11,7% a 83,6 dollari al barile, mentre il Brent ha perso il 10,8% fermandosi a 88,6 dollari. In flessione anche il gas, con i contratti TTF in calo dell’8% a 39 euro per megawattora. Segnali positivi anche dalle borse con Wall Street che ha aperto in rialzo, mentre Piazza Affari ha reagito con un balzo dell’1,6% del Ftse Mib.
Nonostante la reazione favorevole dei mercati, la situazione resta fluida. La riapertura di Hormuz rappresenta un passaggio significativo, ma non risolve le tensioni strutturali tra Iran, Stati Uniti e alleati occidentali. Più che una svolta, si tratta di una pausa negoziata. E come spesso accade in Medio Oriente, il confine tra distensione e crisi resta sottile.