Quella cloaca della stampa pro-Isra che tenta di usare i bambini del Sudan per nascondere il massacro dei bimbi a Gaza
Top

Quella cloaca della stampa pro-Isra che tenta di usare i bambini del Sudan per nascondere il massacro dei bimbi a Gaza

Dalle prime pagine dei loro fogliacci, dai salotti televisivi da loro infestati, sostenevano che chi denunciava quel genocidio si beveva la propaganda di Hamas. Adesso...

Quella cloaca della stampa pro-Isra che tenta di usare i bambini del Sudan per nascondere il massacro dei bimbi a Gaza
Preroll

Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

7 Giugno 2026 - 12.46


ATF

Non c’è niente di più vergognoso, odioso, infame, sì infame, di usare la morte di bambini contro la morte di altri. È quello che avviene da tempo in quella cloaca che è diventata la stampa mainstream pro-Israele. Dapprima hanno provato a contestare le cifre del genocidio di bambini palestinesi ad opera dell’”esercito più morale al mondo”.

Dalle prime pagine dei loro fogliacci, dai salotti televisivi da loro infestati, sostenevano che chi denunciava quel genocidio si beveva la propaganda di Hamas. Poi, dopo rapporti documentati di Unicef, Save the Children, Amnesty International, Human Rights Watch, B’Tselem, perfino parziali ammissioni di Tshala, l’esercito dello Stato ebraico, costoro hanno dovuto rimodulare la loro propaganda pro-Isra. Come? Qui l’infamità.

Con l’indice accusatore sentenziavano contro chiunque parlava, scriveva, denunciava, il massacro di bimbi palestinesi a Gaza: voi parlate di quei bambini morti, ma perché non fate lo stesso per quelli del Sudan, o in Nigeria, o in Siria…

Ecco, noi di Globalist di quei bambini abbiamo scritto (per fortuna verba volant scripta manent), abbiamo dato spazio a testimonianze angoscianti, abbiamo rilanciato integralmente i rapporti delle più importanti Ong e agenzie umanitarie. E i maestri con la matita blu e rossa? Se avete tempo e voglia fate una ricerca su internet e vi fare una idea sul loro impegno (pressoché nullo) a dar conto di quelle tragedie da loro stessi mediaticamente oscurate.

Leggi anche:  Gaza, bombardata una festa di matrimonio: almeno cinque morti per un massacro che non si è mai fermato

Ma vedete, il punto centrale non è neanche questo. Il punto che questi professionisti della narrazione pro-Isra pretendono di più. Pretendono di far passare i carnefici per vittime. Pretendono di considerare le migliaia di bambini uccisi, feriti, amputati a Gaza, come un effetto collaterale, sia pur doloroso, di una guerra giusta. Una guerra di difesa. Pretendono di salvare moralmente l’aguzzino.

E qui, last but non least, arriviamo alle esternazioni di Erri Del Luca, raccolte da un giornale dell’estrema destra israeliana, e rilanciate in Italia dai fogli pro-Isra. 

Non m’interessa sentenziare sull’idea di sionismo di De Luca. Né sul suo negare il genocidio di Gaza. 

Quello che mi ha colpito in lui che nella vita precedente a quella di scrittore di piazze militarizzate aveva contezza, da capo del servizio d’ordine nazionale di Lotta Continua, in quei duri anni ’70 ebbi modo di conoscerlo, è l’affermazione per cui se si combatte in zone altamente popolate, e la Striscia di Gaza ha la più alta densità di popolazione al mondo, è inevitabile che vi siano tante vittime civili. 

Leggi anche:  Israele uccide tre palestinesi in un attacco con drone Khan Younis

Insomma, la responsabilità di quell’immane massacro non sta tanto nella volontà sterminatrice del governo fascista di Tel Aviv, quanto dalle caratteristiche del campo di battaglia.

Poco interessa a chi sostiene questo , di tener  conto del fatto che sta parlando di una potenza militare, quella israeliana, dotata dei più sofisticati apparati di intelligence, di cybersecurity, di mezzi di offesa in grado di individuare e colpire i target prescelti (la storia è piena di esempi). Solo che per i fascisti al governo in Israele, il target erano tutti i gazawi, donne, uomini, bambini, tutti terroristi o potenziali tali e per questo da eliminare.

Mi fermo qui. 

Per chiudere su quelli di “ma perché non manifestate per i bambini del Sudan”. Si potrebbe rispondere, ma chi vi ha impedito di farlo voi. Sarebbe troppo facile e semplicistico. Chiunque voglia davvero restare umano, non può fare una gerarchia degli orrori, soprattutto se di mezzo ci sono i più indifesi tra gli indifesi. Ma usare i bambini morti nella guerra “dimenticata” del Sudan per assolvere Israele dal genocidio di bambini gazawi, ecco questa è  una colossale, ignobile INFAMITA’

Native

Articoli correlati