Melnyk, Zelensky e il veleno del nazionalismo che divide Ucraina e Polonia nel momento più drammatico
Top

Melnyk, Zelensky e il veleno del nazionalismo che divide Ucraina e Polonia nel momento più drammatico

L’omaggio a Melnyk riapre le ferite dei massacri compiuti dai nazionalisti ucraini, alimenta lo scontro con la Polonia e offre nuove opportunità alla propaganda di Putin

Melnyk, Zelensky e il veleno del nazionalismo che divide Ucraina e Polonia nel momento più drammatico
Preroll

Beatrice Sarzi Amade Modifica articolo

22 Giugno 2026 - 22.28


ATF

Sgomenta per l’omaggio ufficiale di Zelensky ad Andryi Melnik, uno dei leader dell’OUN, Organizzazione dei nazionalisti ucraini, che, insieme ad altri, come quello di Bandera, è stata la causa dei primi massacri della popolazione ebraica, fine giugno-inizio luglio ‘41, ad esempio a Lviv, Lvov, Lemberg, aveva partecipato, molto attivamente ai massacri dell’intera popolazione ebraica, ricordiamo che il 90% degli ebrei in Ucraina furono assassinati tra il 1941 e il 1944 e quali, una volta quasi tutti gli ebrei furono eliminati, nel 1943-44, avevano intrapreso una pulizia etnica, prima in Volinia, poi in Galizia, della popolazione polacca, si stima che i massacri commessi dalle milizie nazionaliste ucraine, e, in Galizia, dalla divisione Galizia, SS, guidata da Roman Choukhévitch, anche considerato ufficialmente un eroe dell’Ucraina, ha fatto qualcosa come 100.000 morti. Non si contano le narrazioni su queste atrocità.

Che Bandera o Melnik siano finiti rinchiusi in un campo di concentramento di Hitler, in condizioni, diciamo, che non avevano nulla a che fare con quello di Dachau, non cambia nulla: 

Melnik stesso si era rivolto a Hitler, insieme a pochi altri, per offrirgli un piano di indipendenza dell’Ucraina come parte del Gran Reich, un piano che Hitler ovviamente non poteva accettare. 

Melnik è sempre stato un fascista, ed è un assassino di massa, anche se lui stesso ovviamente non ha mai ucciso nessuno, e sebbene, da quello che possiamo ricavare, lui stesso non ha mai ordinato l’uccisione di donne e bambini. Lui ha, ripeto, come minimo, permesso ai suoi subordinati di farlo e, in nessun caso, ha condannato un solo massacro. 

Quindi lui, come leader politico, ne è pienamente responsabile.

L’Ucraina, minacciata nella sua stessa esistenza, conducendo una guerra eroica contro l’aggressione russa, aveva bisogno di questo tributo ad una delle figure più controverse della sua storia? 

Ovviamente dico di no. 

E ho ritenuto un disastro vedere che questo tributo è stato presieduto da Zelensky, chi mi conosce sa che ho ammirazione per lui, un ebreo, e qualcuno che era tutt’altro che un nazionalista ucraino.

Ma non conosco bene gli arcani del potere ucraino, le lotte di influenza, e tutto il resto. 

Quello che posso dire, l’ho detto e lo ribadisco, è che i nazionalisti, tra il 2019 e il 2022, almeno quelli che reclamavano direttamente dagli antenati collaboratori, mentre la loro influenza era stata decisiva, e cancellata, fino all’annessione della Crimea, le loro affermazioni, come repulsione e da spaventapasseri, era stato ripetuto e ripetuto dai servizi di Putin, per spaventare le persone che, in Crimea, se non si sentivano completamente ucraini, erano russofoni, questa influenza, quindi, era quasi scomparsa, e non rappresentava nemmeno più la forza politica. 

Ma qui, di nuovo, Putin li ha rimessi al centro.

A quanto pare, dopo questo tributo, il Presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha deciso di ritirare da Zelensky la sua decorazione dell’Ordine dell’Aquila Bianca, che è la decorazione suprema della Polonia, la loro Legione d’Onore. 

I rapporti tra Polonia e Ucraina sono sempre stati molto tempestosi, molto prima ancora del XX secolo, e i massacri in Volinia e Galizia si potrebbero capire in questo contesto: queste regioni erano ucraine o polacche?

Sapendo, ovviamente, che la popolazione ebraica, spesso quasi il 50% della popolazione, non è stata presa in considerazione da nessun partito. Grande scandalo in Ucraina, grande crisi tra i due paesi, e questi sono tutti gli ex presidenti dell’Ucraina che, oggi, rinunciano alle decorazioni polacche che ovviamente sono da protocollo.

Ma chi è Karol Nawrocki? 

Questo presidente, eletto da pochissimi, ma eletto, della Repubblica di Polonia, non è un politico qualunque. È uno storico della formazione, e un uomo di estrema destra della FIS. Un nazionalista che, sin dall’epoca della carriera universitaria, si era reso famoso per le sue polemiche offensive, scandalose, contro tutti gli storici che oggi spiegano che il genocidio del ‘39-’45 in Polonia non è stato fatto senza la complicità del popolo polacco, diciamo senza la complicità attiva di un gran numero di polacchi. E non sto parlando della sua posizione sugli omosessuali, sui diritti delle donne, sugli stranieri in generale, e non parlo della sua ossessione, finalmente normale, per il potere occulto del capitale cosmopolita.

Il fatto è che la Polonia vive in un sistema molto stravagante e molto violento, direi odioso, anzi, di coesistenza, tra lui e il liberale e filo europeo Donald Tusk, e che il tributo ucraino a Melnik è stato un pagno per i nazionalisti polacchi, contro i liberali filo europei. Cioè, questo tributo ha permesso a Nawrocki di riaccendere un risentimento molto profondo e molto antico nei confronti degli ucraini in generale, conoscendo il numero dei rifugiati ucraini in Polonia, e conoscendo le differenze, commerciali ed economiche, che si oppongono ai due paesi. Per rianimarlo, e capitalizzare le voci future, come, non è vero, un “sostegno all’onore balbuziente della Polonia”. 

Esattamente come, invece, in nome di questo stesso blaterante onore, ma quello dell’Ucraina, gli ex capi di stato rimandano le decorazioni.

Finché c’è la guerra,  e che guerra!, e finchè esiste una minaccia esistenziale,  non solo per l’Ucraina ma anche per la Polonia, e quindi per il resto d’Europa, visto che la Polonia è nella NATO, mentre Polonia e Ucraina sono alleate…

Perché era necessario rimpatriare le ceneri di Melnik? Nessuna necessità.

Chi sono i migliori agenti di Putin, lui stesso leader supremo dei nazionalisti russi, in tutta Europa? 

I nazionalisti. E sì, i nazionalisti ucraini, quelli che stanno militando, contro il popolo ucraino stesso, per glorificare la memoria di Bandera, Chukhievich, Melnik e tanti altri, stanno lottando, mentre la combattono, per salvarla.

Se sto scrivendo questo, è per un’ Ucraina democratica, laica, aperta. 

Un’ Ucraina che dovrebbe interrogare i padri fondatori che gli hanno dato i movimenti di estrema destra. 

Scrivo contro ogni nazionalismo. 

Perché, lo ripeto ancora, tutti i nazionalismi, tutti gli inviti all’onore nazionale, all’essenza particolare, alle origini, tutti, senza eccezione, non solo nascondono la semplicissima complessità, senza paradossalmente nessuna, della Storia, e tutti, partecipano a questo “mondo come se” descritto in Il saggio di Françoise Morvan, ma tutti fanno il letto delle forze della morte.

Native

Articoli correlati