L’ipotesi di una futura coalizione nazionale tra il Partito Popolare (PP) spagnolo e il partito di estrema destra Vox si avvicina ulteriormente dopo il nuovo accordo raggiunto tra le due forze politiche, che consentirà al PP di continuare a governare l’Andalusia.
Il PP guida da sette anni quella che un tempo era una storica roccaforte socialista, ma alle elezioni regionali di maggio ha perso la maggioranza assoluta ed è stato costretto a cercare l’appoggio di Vox per mantenere il governo della regione più popolosa della Spagna.
Il presidente uscente della Giunta andalusa, Juan Manuel Moreno Bonilla, aveva sperato di poter governare da solo, così da evitare di dipendere da Vox, che nelle coalizioni regionali sta cercando di spingere il PP sempre più a destra, insistendo affinché gli spagnoli abbiano la precedenza rispetto agli stranieri nell’accesso agli alloggi e ai servizi pubblici.
Sebbene durante la campagna elettorale Moreno avesse liquidato la cosiddetta politica della “priorità nazionale” proposta da Vox definendola «uno slogan sensazionalistico ma privo di contenuti», l’accordo di coalizione firmato giovedì garantisce esplicitamente la «priorità nazionale nell’accesso ai benefici pubblici». L’intesa respinge inoltre le politiche migratorie del governo centrale guidato dai socialisti e stabilisce che l’Andalusia non accetterà altri minori migranti non accompagnati.
Tra gli altri punti qualificanti dell’accordo figurano l’opposizione a quella che viene definita «l’imposizione di agende ideologiche» nelle politiche ambientali, la difesa degli allevamenti intensivi «contro la criminalizzazione promossa dai movimenti animalisti e dalle politiche climatiche sviluppate a Bruxelles» e la tutela della corrida.
Come già avviene nelle altre regioni governate dalla coalizione PP-Vox – Estremadura, Aragona e Castiglia e León – anche il nuovo esecutivo andaluso intende abrogare la legge approvata quattro anni fa per garantire «giustizia, riparazione e dignità» alle vittime della guerra civile e della successiva dittatura franchista.
Al suo posto dovrebbe essere introdotta una cosiddetta «legge della concordia», che il governo nazionale, le associazioni impegnate nella tutela della memoria storica e diversi esperti delle Nazioni Unite hanno denunciato come un evidente tentativo di minimizzare, giustificare o cancellare gli orrori del franchismo.
Moreno ha definito il patto di governo «un accordo legislativo sensato, equo e conforme alla legge», sostenendo che garantirà quattro anni di stabilità alla regione. Il leader nazionale del PP, Alberto Núñez Feijóo, ha invece elogiato il presidente andaluso per «l’impegno, la capacità di dialogo e la vocazione al servizio pubblico».
Dal canto suo, il leader di Vox in Andalusia, Manuel Gavira, che ricoprirà l’incarico di vicepresidente regionale, ha affermato che l’accordo consentirà la nascita di un governo «che difende il buon senso e migliora la vita degli andalusi».
Le elezioni regionali di maggio hanno rappresentato una pesante battuta d’arresto per il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) del primo ministro Pedro Sánchez. I socialisti sono scesi da 30 a 28 seggi nel parlamento regionale composto da 109 deputati, registrando il peggior risultato della loro storia in Andalusia. Il PP, pur restando il primo partito, è passato da 58 a 53 seggi, mentre Vox ne ha guadagnato uno, arrivando a quota 15.
La formazione di sinistra Adelante Andalucía è salita da due a otto seggi, mentre la coalizione Por Andalucía ha mantenuto i cinque seggi conquistati quattro anni fa.
L’accordo tra PP e Vox arriva mentre il governo di Pedro Sánchez e il suo entourage sono investiti da una serie di scandali per corruzione e mentre la Spagna si avvicina alle elezioni politiche del prossimo anno.
I sondaggi indicano il PP come primo partito, ma senza una maggioranza sufficiente per governare da solo, rendendo così sempre più probabile un’intesa con Vox anche a livello nazionale.
Feijóo ha ripetutamente rifiutato di escludere una futura coalizione con il partito di estrema destra. In una recente intervista televisiva ha dichiarato che, pur preferendo governare senza alleati, non intende «demonizzare» Vox.
«Se dovesse rendersi necessario raggiungere un accordo per formare un governo di coalizione, ci siederemo al tavolo, costruiremo un esecutivo basato sui principi fondamentali dei nostri partiti e fisseremo alcune linee rosse che non intendo oltrepassare», ha affermato il leader del PP.
Il suo predecessore, Pablo Casado, era invece stato progressivamente indebolito dalla difficoltà di decidere come rispondere alla crescente concorrenza di Vox. Pur avendo fatto affidamento sul sostegno del partito di estrema destra per mantenere al potere tre governi regionali del PP, finì per prendere nettamente le distanze da Vox con un duro intervento pronunciato al Congresso.
«Vi vantate di essere populisti con una demagogia che offre soluzioni facili – e spesso false – a problemi complessi», disse Casado. «Il Partito Popolare non vuole diventare un altro partito della paura, della rabbia, del risentimento e della vendetta, degli insulti e delle provocazioni, né della manipolazione, delle menzogne e di un’opposizione regressiva.»