Elezioni in Francia, spesso fraintendiamo noi stessi: l'estrema destra non è “immorale”, è immorale
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Elezioni in Francia, spesso fraintendiamo noi stessi: l'estrema destra non è “immorale”, è immorale

Ma attenzione alle previsioni, questo è un popolo che ha voglia di andare al voto proprio per combattere una tecnofascista stile anni ‘30

Elezioni in Francia, spesso fraintendiamo noi stessi: l'estrema destra non è “immorale”, è immorale
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Beatrice Sarzi Amade Modifica articolo

11 Luglio 2026 - 12.21


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Prima di tutto c’è l’impressione di sporcizia. 

Non solo presente, ma soprattutto futura, in questo orizzonte di pochi mesi che ancora immaginiamo così poco. 

Mandiamo i video dove Marine Le Pen, anno dopo anno, di questi video ce ne sono una buona decina, dove chiedeva, anno dopo anno, il divieto di candidarsi a tutti i funzionari eletti che sarebbero stati accusati di appropriazione indebita di fondi pubblici “durante o grazie” ai loro mandati. 

E così deve spazzare via l’argomento poi, dice, che si è provveduta in cassazione e che, secondo lei, sarebbe nuovamente considerata innocente, nonostante le due condanne, che ancora non riconosce, pur brevettate e deliberate, e che lo sono assolutamente tipico dei fondi pubblici presi indebitamente: 

da utilizzare per uso secondario di denaro pubblico destinato ad uso primario. 

Con questo disprezzo per la legge che comporta, visto che la Corte di Cassazione, lo ribadiscono tutti i giuristi, non contesta la sentenza di colpevolezza della Corte d’Appello, ma si limita a valutare se tutte le procedure giudiziarie siano state rispettate. Lei studia solo la forma, non il fondo. E così, oggettivamente, d’ora in poi, Marine Le Pen è colpevole e responsabile, e ciò che è colpevole in lei è tutto il suo partito come “persona morale”. 

E così quella brutta sensazione di vederla.

Ovviamente senza sorpresa, comunque, sancta simplicitas, immaginavo che avrebbe, non so, avuto la decenza di dire no, ritenersi fuori dai giochi e lasciare tutta la stanza a Bardella. Beh, me lo stavo immaginando, ma no, è troppo codarda, troppo avida per questo, e allo stesso tempo, pensavo anche che non importa, lei o Bardella, visto che la questione era l’ordine del giorno o anche la mancanza di agenda come sistema politico, della rivendicazione di identità, di questo tipo di presenza di odio, sempre meno fantasma, sempre più imminente del mostro nelle cosiddette “società democratiche”, e, contemporaneamente, c’era un esempio di Trump, accusato, di molto peggio: 

stupro in serie, e la cui unica difesa era la “affare” con le sue vittime, l’accordo e la candidatura alla posizione di uomo che governa il mondo. 

Con i risultati che sappiamo.

Perché il fatto sta anche lì: 

le cause legali non contano per la gente, osservando un primo sondaggio che l’ha vinta contro chiunque, perchè ha solo un 60% che non la vuole, questi sondaggi si accumuleranno nelle prossime settimane, come le accuse di stupro non sono state le meno significative, da quando abbiamo votato Trump o, nel nostro paese, Le Pen, ciò che la gente rifiuta è il sistema stesso, il quadro e quindi l’esistenza stessa della giustizia come istituzione.

Si vorrebbe credere che la decisione della Corte d’Appello apre un viale su questo diritto di odio, ma questo viale è lì da molto tempo. Non vado, mi sento sempre meno incline a farlo, a disegnare la situazione politica francese, a destra e sinistra, per vedere chi ci evita un secondo round tra Mélenchon e Marine Le Pen, diretto ad un’ installazione di razzismo istituzionale nell’Eliseo e Matignon.

È già lì, questo viale, e, finora, ha sempre avvelenato tutte le donne presidenziali, per almeno un quarto di secolo, da quando Macron è stato eletto, entrambe le volte, non per il suo programma, comunque calamitico e da me assolutamente sostenuto, ma contro Marine Le Pen.

Brucia la Francia, odore di guerra civile?

A questo punto meglio augurarsi anime che combattono, che penosi servi!

La Francia sta bruciando da molto tempo, e non posso dire che sia un piccolo fuoco, e non si tratta di spegnere questo incendio, ma cercare, oggi, di conviverci, di viverci, quindi, mentre cerco, in qualche modo, di affrontarlo. 

Quanto ai partiti politici, la frammentazione di voci che aumenta nel primo turno, le ambizioni personali di ognuno, aspettatevi di tutto.

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