Lula ha stravinto e tutti i tentativi di Trump, Milei e dei miliardario Maga di condizionare il voto sono stati respinti al mittente.
“È stata una sconfitta per il negazionismo e le menzogne. Devo confessare che, ogni volta che partecipavo a un dibattito, provavo imbarazzo”.
Così rivolgendosi ai suoi sostenitori Lula, vincitore del ballottaggio all elezioni per la carica di presidente del Brasile, nel suo primo intervento. Lula, al suo quarto mandato, ha inoltre espresso gratitudine al popolo brasiliano, promettendo di rispettare tutti i cittadini, a prescindere dal genere o dalla religione. Ha inoltre rivolto critiche a Bolsonaro e ribadito con forza il suo impegno a difesa della sovranità del Brasile: “O la patria resta libera, o moriamo per il Brasile. Questo Paese non accetterà di essere il cortile di nessuno”.
Il trionfo di Lula va controcorrente rispetto alla tendenza regionale che ha visto la vittoria di candidati presidenziali di centro-destra vicini a Trump. Ciò implica inoltre che la maggiore economia dell’America Latina, con un PIL di 2,6 trilioni di dollari l’anno, continuerà probabilmente a opporsi alle richieste di Trump, nonostante la pressione esercitata dall’aumento dei dazi.
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