Heroides a Tivoli: le donne del mito smontano la retorica degli eroi 
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Heroides a Tivoli: le donne del mito smontano la retorica degli eroi 

Dal 31 luglio all’8 agosto il Santuario di Ercole Vincitore ospita la prima edizione della rassegna dell'Istituto Villa Adriana e Villa d’Este

Paola Quattrini - Ecuba - “Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi” - di Alessia de Antoniis
Paola Quattrini - Ecuba
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2 Luglio 2026 - 18.37


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di Alessia de Antoniis

Gli eroi, visti da vicino, fanno meno paura. A smontarli non serve un esercito: spesso basta una donna. Una madre tradita, una figlia sacrificata, una regina sconfitta, una ragazza che decide di disobbedire alla legge perché esiste qualcosa di più antico e più giusto del potere.

È da questa prospettiva che nasce Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi, la rassegna teatrale che debutta dal 31 luglio all’8 agosto 2026 nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, alle ore 19. Promossa dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, e curata da TDO Compagnia Teatrale di Marco Prosperini e Luca Simonelli, la manifestazione mette al centro Medea, Antigone, Ecuba, Ifigenia e le donne di una famiglia nobile inglese travolta dall’assassinio di Tommaso Becket. 

Cinque spettacoli in sette giorni, tre prime nazionali e una prima assoluta. A centro, lo spostamento dello sguardo: non raccontare il mito dalla parte dell’impresa, della vittoria, della legge o della guerra, ma da quella di chi ne subisce le conseguenze. Le donne di Heroides non stanno sullo sfondo della storia: la agiscono.

Il teatro del Santuario di Ercole Vincitore non è solo cornice archeologica, e per fortuna non viene usato come cartolina con colonna annessa. È parte del discorso. In un luogo in cui la memoria antica è ancora fisica, quasi addosso allo spettatore, il mito torna a essere materia viva: non qualcosa da venerare a distanza, ma da ascoltare mentre parla del presente.

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Ad aprire la rassegna, venerdì 31 luglio, sarà Medea – Drammaturgia intorno ad una famiglia allo sfascio, da Euripide e Seneca, con regia e drammaturgia di Nicasio Anzelmo e Silvia Siravo nel ruolo della protagonista. Qui Medea non è solo la donna del gesto estremo, ma una figura attraversata da esilio, tradimento, maternità, violenza e vendetta. Una straniera in terra straniera, una moglie abbandonata, una madre che diventa il punto più nero della tragedia familiare. Lo spettacolo lavora sul mito come su una ferita ancora aperta: la coppia che esplode, i figli trasformati in ostaggi del conflitto, la donna ridotta prima a corpo desiderato e poi a scarto. 

Sabato 1 agosto arriva Antigone, cronache di un teatro di guerra, nuova versione in prima nazionale, con la regia di Lia Tanzi, da un testo di Luca Simonelli e Giuseppe Pambieri. In scena Giuseppe Pambieri e Micol Pambieri, con Fabrizio Apolloni, Elisabetta Arosio e Sara Carapellotti. Antigone non è più soltanto la ragazza che sfida Creonte per dare sepoltura al fratello: diventa una presenza contemporanea, immersa in un mondo devastato da guerre continue, dove la legge dello Stato pretende di cancellare la pietà. La sua disobbedienza non ha nulla di romantico. È una scelta politica, morale, quasi fisica: dire no quando tutti hanno già accettato l’ordine delle cose. 

Domenica 2 agosto sarà la volta di Ecuba, da Euripide, con Paola Quattrini diretta da Livio Galassi. Caduta Troia, Ecuba ha perso tutto: il regno, il marito, i figli, la dignità. È una donna sconfitta dalla storia prima ancora che dai nemici. Ma nella tragedia di Euripide il dolore non resta immobile, non diventa santino del lutto. Si deforma, si indurisce, diventa vendetta. Paola Quattrini affronta una delle figure più dure del teatro antico: una madre che non trova consolazione e che, proprio per questo, continua a parlarci con una violenza impressionante. 

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Venerdì 7 agosto la rassegna prosegue con Ifigenia in Aulide, nuova versione in prima nazionale, da Euripide nella versione italiana di Fabrizio Sinisi, con la regia di Alessandro Machia e Andrea Tidonaprotagonista. La flotta achea è bloccata in Aulide: per partire verso Troia, Agamennone deve sacrificare la figlia Ifigenia. È la tragedia della ragion di Stato, ma anche il punto in cui Euripide comincia a togliere agli eroi la patina dorata. Gli uomini del mito appaiono deboli, ambigui, impauriti, spesso mediocri. Parlano di destino e necessità, ma dietro quelle parole si intravedono ambizione, calcolo, vigliaccheria. Ifigenia diventa allora il corpo innocente su cui il potere scarica il prezzo della propria grandezza. 

A chiudere la rassegna, sabato 8 agosto, sarà I De Broc, testo originale scritto e diretto da Luca Simonelli, con Marco Prosperini, in prima assoluta. Lo spettacolo racconta lo sfaldamento di una famiglia nobile inglese ai tempi di Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury assassinato nel 1170. La vicenda storica diventa teatro familiare, politico, grottesco: un castello, un potere maschile tirannico, donne costrette alla sottomissione e pronte a trasformare l’obbedienza in rivolta. Anche qui, l’eroismo non viene celebrato. Viene messo in crisi dall’interno, là dove la Storia ufficiale di solito abbassa la voce. 

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Accanto agli spettacoli, Heroides prevede anche un progetto rivolto ad attori e compagnie under 35: un Certamen dedicato alla figura dell’eroe, in programma il 26 settembre alle ore 18. I partecipanti presenteranno brevi “pillole” teatrali di dodici minuti, dedicate a un prototipo di eroe, classico o contemporaneo. Il vincitore potrà sviluppare l’anno successivo uno spettacolo completo da inserire nella rassegna 2027. Per questa prima edizione, il progetto si avvale della collaborazione della Fondazione Teatro di Roma, che metterà a disposizione i giovani attori della propria scuola di specializzazione. 

Il Certamen si svolgerà in uno spazio archeologico finora chiuso al pubblico, la cosiddetta Aula 32, sotto la via Tecta del Santuario di Ercole Vincitore, recentemente oggetto di interventi di restauro e valorizzazione. Un dettaglio non secondario: perché il lavoro sui giovani attori si lega alla riapertura di un luogo, alla sua restituzione, alla possibilità che il patrimonio non sia solo conservato, ma attraversato da nuove voci. 

In questa prima edizione, Heroides sembra partire da una domanda semplice e tutt’altro che pacificata: che cosa resta dell’eroe quando a raccontarlo non è più l’eroe? Restano le crepe. Restano le donne che hanno pagato il prezzo della sua gloria. Restano i corpi, i lutti, le scelte impossibili. E resta il teatro, che quando funziona davvero non consola il passato: lo costringe a rispondere.

Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 19 nel teatro del Santuario di Ercole Vincitore. L’ingresso è libero, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. 

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