Clara Galante tra Palazzo Merulana e Maxxi
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Clara Galante tra Palazzo Merulana e Maxxi

L'attrice e cantante protagonista a Roma con La cura al Blood Cancer Summit e Poesia è profezia al MAXXI: due appuntamenti tra corpo, voce e parola

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Clara Galante, attrice e cantante
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

1 Ottobre 2026 - 23.24


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Due appuntamenti romani a distanza di pochi giorni, due linguaggi diversi e un terreno comune: il rapporto tra corpo, parola e relazione. Clara Galante sarà il 1° ottobre a Palazzo Merulana con La cura, performance inserita nel Blood Cancer Summit 2026, e il 10 ottobre al MAXXI per Poesia è profezia, uno degli incontri della seconda edizione di Bayram – Il tempo della cosmopolitica.

Il primo appuntamento nasce all’interno di un contesto medico e sociale. Il Blood Cancer Summit, promosso da ISHEO con La Lampada di Aladino, riunisce istituzioni, clinici, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti per discutere il percorso delle persone con tumori del sangue, dalla diagnosi alle terapie fino all’assistenza. L’edizione 2026 si concentra in particolare sulla continuità della presa in carico e sulla necessità di integrare competenze diverse attorno alla persona malata.

In questo spazio che Galante porta La cura, costruita con il coreografo Gioele Ciocca e i danzatori Giorgia Scisciola, Marco Grossi e Giovanni La Rocca. La voce dell’attrice e il movimento dei corpi lavorano sulla fragilità, sulla vicinanza e sulla relazione con l’altro. La performance sposta l’attenzione dalla malattia a ciò che resta della persona oltre la diagnosi: memoria, desiderio, bisogno di ascolto e possibilità di relazione. 

Il 10 ottobre al MAXXI, Galante parteciperà a Poesia è profezia, incontro della seconda edizione di Bayram, la giornata ideata come spazio interdisciplinare tra scienza, tecnologia, politica, arti e spiritualità. Quest’anno il programma, intitolato Il salto quantico, riunisce circa sessanta ospiti in tre sale del museo, dalle 10 alle 21. 

Galante sarà nella Sala Graziella Lonardi Buontempo alle 10. Il tema è il rapporto tra poesia e capacità di leggere il proprio tempo: non la profezia intesa come previsione, ma la possibilità della parola poetica di intercettare tensioni, immagini e domande prima che trovino una forma compiuta. Il suo intervento attraverserà figure che appartengono da tempo alla sua ricerca, tra cui Etty Hillesum, Juana de la Cruz, Marina Cvetaeva, Clarice Lispector e Teresa d’Avila. Clara Galante Maxxi

È soprattutto Cvetaeva a rendere meno occasionale questo secondo appuntamento. Galante aveva già dedicato alla poetessa russa Indizi terrestri, lavoro di cui è stata autrice, interprete e regista, nato al Teatro Studio del Piccolo di Milano nel periodo della collaborazione con Luca Ronconi. Nel suo percorso ci sono inoltre la partecipazione al Festival Internazionale di poesia di Genova e una ricerca sulla voce che negli anni ha attraversato teatro, canto e parola poetica. 

Attrice, cantante e autrice, Galante si è diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico e ha lavorato, tra gli altri, con Luca Ronconi, Marco Bellocchio, Michele Placido e Davide Livermore; il suo percorso comprende anche esperienze alla Columbia University, al Watermill Center di Robert Wilson e alla Biennale Performa di New York. 

Tra La cura e Poesia è profezia cambiano dunque il luogo e l’occasione, ma torna la stessa materia: la voce, il corpo e la parola come strumenti per mettere in relazione esperienza individuale e presente.

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