di Diego Perugini
Per Milano è ormai una tradizione, un appuntamento molto amato da un pubblico ampio e trasversale. Ancora pochi giorni e partirà l’undicesima edizione di “JazzMi”, che dal 19 ottobre all’8 novembre presenterà un vasto programma tra concerti, produzioni originali, incontri, masterclass, mostre, presentazioni editoriali e progetti speciali.
Un cartellone che unisce artisti internazionali e italiani, nomi affermati e nuove proposte, confermando la vocazione a raccontare il jazz nella sua continua evoluzione.
Una costante della rassegna è quella di coinvolgere numerosi spazi cittadini: oltre ai due poli principali della Triennale e del Blue Note, saranno della partita teatri storici, luoghi della cultura, spazi di design e architettura, piccoli club e realtà indipendenti.
Il programma, come al solito, è molto ampio e non riassumibile su queste pagine, per cui vi rimandiamo al sito ufficiale: jazzmi.it.
Però vi segnaliamo alcuni degli appuntamenti più intriganti.
L’anteprima del festival è affidata ai Lake Street Dive, per la prima volta in Italia il 12 ottobre all’Alcatraz, col loro intreccio di soul, jazz e folk.
L’inaugurazione ufficiale sarà il 19 e 20 ottobre con le due uniche date italiane di Erykah Badu, regina del nu-soul, e il suo “One Human Show” per sola voce, piano e percussioni . Il 22 al Blue Note ritroveremo il Fabrizio Bosso Quartet, dove il 24 si esibirà anche Amii Stewart.
Al Teatro Lirico Giorgio Gaber, il 29 ottobre, sarà di scena il Paolo Fresu Quintet in omaggio ad “Ascensore per il patibolo”, film noir di Louis Malle con colonna sonora di Miles Davis.
Al Teatro Dal Verme, 30 ottobre, ascolteremo Tommy Emmanuel, uno dei più importanti chitarristi acustici al mondo, virtuoso del fingerstyle.
La Triennale Milano ospiterà il 31 ottobre due grandi della scena italiana come Enrico Intra e Gaetano Liguori Idea Trio. Nella stessa sede, l’1 novembre ritroveremo Nate Smith, batterista e polistrumentista che attraversa jazz, R&B e hip-hop; a seguire, il 7, direttamente dalla vivace nuova scena di Chicago, il sassofono di Isaiah Collier, fra tradizione e avanguardia.
Agli Arcimboldi il 4 novembre sarà invece protagonista Ibrahim Maalouf & The Trumpets of Michel-Ange, per un incontro fra folklore e modernità, Oriente e Occidente.
Al Biko, 7 novembre, ecco Momoko Gill, fra le voci più interessanti della nuova scena jazz ed elettronica britannica. Al Volvo Studio, un tris di serate al femminile: il 24 ottobre con Sofi Paez, pianista, cantante e compositrice costaricana, fra pop e classica; il 5 novembre con Lubiana, una delle poche donne al mondo a suonare la kora; quindi il 6 novembre con Chiara Civello, fra canzone d’autore e jazz.
Ma sono solo alcuni dei tanti appuntamenti in programma. Nel cast, infatti, figurano anche Gregory Porter, Sergio Cammariere, Calibro 35, Richard Bona, Dee Dee Bridgewater, Rokia Traoré, Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Şenol Filiz e Guido Zorn, Enzo Favata, Take 6, Peter Cincotti, Elena Andreoli, L’Antidote e molti altri.
“In un tempo segnato da fratture e conflitti, JazzMI ribadisce il ruolo sociale che la musica ha sempre avuto -spiegano i direttori artistici Luciano Linzi e Titti Santini – Nato dall’incontro di popoli e culture diverse, il jazz è per sua natura un ponte tra civiltà, un territorio di scambio e di ascolto reciproco. E il festival milanese ne fa la propria bandiera, insieme agli artisti che condividono questi stessi ideali”.