Dallo scisma romano alla conquista dell'Inghilterra: la vera storia del 1066
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Dallo scisma romano alla conquista dell'Inghilterra: la vera storia del 1066

L'analisi di un documento vaticano svela che la benedizione del Papa all'invasione normanna fu mossa da ragioni politiche: Re Aroldo si era schierato con un pontefice rivale.

Dallo scisma romano alla conquista dell'Inghilterra: la vera storia del 1066
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17 Agosto 2026 - 18.47 Culture


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La conquista normanna dell’Inghilterra del 1066 non fu semplicemente una contesa dinastica tra Re Aroldo e Guglielmo il Conquistatore, ma il tassello di un più ampio scontro politico e religioso che stava lacerando la Chiesa europea. A fare luce su questo retroscena è una nuova ricerca condotta da Tom Licence, professore di Storia e Letteratura medievale presso l’University of East Anglia, presentata nel suo saggio Harold: Warrior King edito dalla Yale University Press.

L’analisi si basa su alcuni estratti di una lettera perduta di Papa Alessandro II, oggi conservati in una raccolta di diritto canonico all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana. Nella prima metà degli anni Sessanta dell’XI secolo, Roma era divisa da un profondo scisma: da un lato Alessandro II, sostenuto dai movimenti di riforma, e dall’altro l’antipapa Onorio II (Cadalo, vescovo di Parma), appoggiato dal Sacro Romano Impero e da diverse fazioni dell’Europa settentrionale. Nei frammenti ritrovati, Alessandro II accusava l’Inghilterra di essersi allontanata dalla “via della verità” sotto la guida di persone spinte dall’orgoglio di Satana; un linguaggio retorico formulato chiaramente contro i sostenitori del suo rivale Onorio.

Secondo la ricostruzione del professor Licence, la svolta avvenne nel gennaio del 1066 con l’ascesa al trono di Re Aroldo. Avvicinando politicamente il regno anglosassone alla fazione dell’antipapa, Aroldo si trasformò agli occhi di Alessandro II in un nemico diretto. Questo mutamento negli equilibri diplomatici fornì al pontefice la motivazione politica personale per concedere la benedizione papale all’invasione normanna, trasformando l’impresa opportunistica di Guglielmo in una vera e propria “guerra giusta” per riportare l’Inghilterra sotto la giurisdizione di Roma.

La tesi trova un ampio riscontro positivo tra gli storici medievalisti. David Fergusson e Rory Naismith dell’Università di Cambridge hanno evidenziato come questa scoperta permetta di superare la visione puramente locale del conflitto anglo-normanno. La battaglia di Hastings e la caduta del regno anglosassone emergono così come l’esito di dinamiche geopolitiche ben più vaste, svoltesi a quasi mille miglia di distanza tra i palazzi di Roma, il Sacro Romano Impero e le principali corti d’Europa.

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