Houellebecq a Pordenonelegge tra poesia, morte e politica
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Houellebecq a Pordenonelegge tra poesia, morte e politica

Alla festa del libro e della libertà ha presentato la sua opera poetica completa, raccontando il suo romanzo 'Sottomissione', la passione per la fantascienza e le “grosse mancanze” nei suoi libri

Houellebecq a Pordenonelegge tra poesia, morte e politica
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21 Settembre 2026 - 19.16 Culture


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Michel Houellebecq torna alla poesia, dove si è sempre sentito a suo agio, scrive Mauretta Capuano su Ansa.it. A Pordenonelegge, la festa del libro e della libertà che si è conclusa il 20 settembre, ha presentato Tutte le poesie (La nave di Teseo), la sua opera poetica completa che comprende anche la raccolta inedita Si perde sempre.

“Era una cosa quasi naturale”, racconta lo scrittore, che ha pubblicato le prime poesie 40 anni fa. Il romanzo, invece, fu una scelta strana: “Non lo sentivo così naturale come la poesia. Nelle poesie c’è sempre in nuce un romanzo potenziale”. Houellebecq, prima di diventare scrittore, aveva lavorato come informatico e analista programmatore. Fu proprio questo a spingerlo verso la letteratura: “Mi sembrava strano non ci fosse nessun informatico che si dava alla letteratura. Lo so, non sembra appassionante, ma è così”.

La raccolta Si perde sempre evoca una lotta destinata alla sconfitta: quella contro la morte. Ma lo scrittore dice di non sopportare la rassegnazione. “È sciocco ma mi innervosisce”.

Autore di romanzi spesso considerati profetici, da Sottomissione a Piattaforma e Le particelle elementari, Houellebecq però non si sente un profeta. “Sono stato un po’ sopravvalutato come profeta” afferma. E con il consueto tono provocatorio aggiunge: “Ci sono quelli veri, della Bibbia, che immaginavano ogni sorta di disgrazia e lo facevano per opprimere il popolo di Israele. Io anche predico disgrazie per opprimere l’umanità, ma sono meno severo e cattivo”.

Meno nota è la sua passione giovanile per la fantascienza. “Dicevo a tutti che ero un grande esperto di fantascienza e bisogna leggerne davvero tanta per dirlo”. Secondo Houellebecq, è un peccato aver dimenticato la fantascienza degli anni Settanta, perché alcuni elementi immaginati allora iniziano oggi a concretizzarsi, come l’intelligenza artificiale. “Alcuni sono stati più profeti di me”, dice sorridendo.

Lo scrittore riconosce però anche alcune lacune. “Alla fine ti rendi conto che ci sono grosse mancanze nei miei libri, dei buchi, vere e proprie voragini”. Tra i temi che non riesce ad affrontare c’è il rapporto con il padre.

Parlando di Sottomissione, Houellebecq afferma che lo riscriverebbe ancora, anche se oggi sarebbe più difficile pubblicarlo. Ricorda in particolare “L’università in Francia era una zona in cui l’antisemitismo aveva maggiore possibilità di svilupparsi.” Racconta di aver girato per gli atenei per tastare il polso della situazione e di essere rimasto colpito dalle prime locandine di protesta contro un professore israeliano. “Tutto questo si è sviluppato molto, meno nel resto della società”.

Infine, lo scrittore riflette anche sulla politica. Sull’avanzata delle destre, afferma che “l’Italia è pronta a rassicurare il resto dell’Europa. Non ho la sensazione che sia andata o stia andando verso il fascismo”. Quanto alla Francia e al successo dell’AfD in Germania, sostiene che il caso francese non è isolato: “La situazione si sta generalizzando in vari paesi europei”. Secondo Houellebecq, una delle conseguenze in Francia è che la sinistra è diventata molto cattiva. Quando era giovane, spiega, il suo dominio culturale e intellettuale le consentiva di essere tollerante. “Ora il suo dominio non è più così incontrastato e quindi sorveglia maggiormente le cose”, conclude.

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