Le tre sfide (impossibili) del Papa in Messico
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Le tre sfide (impossibili) del Papa in Messico

Benedetto XVI arriva alla vigilia di una drammatica campagna elettorale per le presidenziali. Il Paese è devastato dalla guerra del narcotraffico.

Le tre sfide (impossibili) del Papa in Messico
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23 Marzo 2012 - 17.15


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Benedetto XVI si appresta a compiere un importante viaggio in Messico.
La seconda tappa della visita, fra l’altro, come è noto sarà Cuba.
Ma intanto nel grande Paese del Centro America il Pontefice si troverà di fronte una realtà devastata dal narcotraffico, dalla corruzione politica dai tentativi autoritari e militari messi in atto dal presidente Felipe Calderon per arginare il dilagare della violenza. I due partiti della destra messicana che si contendono il potere, il Pri e il Pan,, hanno assunto entrambi, negli ultimi anni, una vocazione clericale. Intanto gli immensi scandali sessuali e finanziari di Marcial Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo, la potente e oscura congregazione originaria del Messico, restano sullo sfondo della trasferta del Papa.

Ratzinger, questa volta, a differenza di quanto ha fatto in altri Paesi, non incontrerà le vittime degli abusi, il caso Maciel infatti è troppo grave e dirompente: i suoi intrecci e le sue ripercussioni riguardano le più alte sfere del Vaticano e lo stesso pontificato di Giovanni Paolo II. I Legionari sono stati arma di potere politico e canale di collegamento fra la destra ecclesiale e le lobby reazionarie in Messico e Stati Uniti. Ora quel disegno affonda fra gli scandali e potrebbe trascinare via con sé anche una buona parte di storia vaticana degli ultimi decenni. Il sacerdote Maciel, con i suo figli, le sue violenze sessuali, i suoi tesori nascosti, è il fantasma che accompagna il Papa in un Paese devastato dalla guerra dei narcos.

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