“La maggioranza dei russi (75%) valuta bene il lavoro del presidente russo Vladimir Putin nelle sue mansioni e lo stesso numero di intervistati ha espresso fiducia nel capo dello Stato, secondo i risultati di un sondaggio della Public Opinion Foundation” (Fom), scrive oggi l’agenzia russa Ria Novosti. Il sondaggio FOMnibus è stato condotto dal 4 al 6 novembre (quindi prima dell’annuncio della ritirata russa dalla ucraina Kherson) tra 1,5mila intervistati di età pari o superiore a 18 anni in 104 insediamenti in 53 regioni russe.
Sul sito della stessa fondazione, allineata con il potere centrale, i risultati delle settimane precedenti alla domanda “Pensi che il presidente Vladimir Putin stia facendo il suo lavoro piuttosto bene o piuttosto male?”. La curva del “piuttosto bene” vede una flessione dal 16 ottobre quando aveva toccato l’80%.
Una ricerca parallela sempre del Fom indica che i russi hanno cominciato a notare più spesso l’aumento dei prezzi di alcuni prodotti alimentari, tra cui pane, latte, uova e ma anche altri generi di consumo non alimentari.
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Milano, 11 nov. (askanews) – Secondo un altro istituto demoscopico, considerato più indipendente, il Levada, il giudizio positivo sull’attività di Putin da presidente è leggermente aumentato a ottobre. Se a settembre il suo lavoro è stato approvato dal 77% degli intervistati, a ottobre era al 79%. Un quinto (19%) lo disapprova.
La disastrosa avventura militare in Ucraina ha segnato anche la popolarità di Putin e del suo governo di 22 anni.
A quasi 9 mesi dall’inizio della guerra scatenata contro Kiev, le truppe hanno subito enormi perdite di uomini e attrezzature e sono in ritirata dall’annessa Kherson. Da più parti è stata notata l’assenza del presidente russo agli annunci sulla ritirata delle sue forze dalle aree chiave dell’Ucraina. Inoltre l’ordine di Putin di settembre di mobilitare centinaia di migliaia di uomini ha scatenato malumore e caos, attirando rimproveri anche da alcuni suoi stessi alleati politici.
Putin ha 70 anni, è salito al potere nel 2000, succedendo a Boris Eltsin, quando questo era malato e completamente incapace di sostenere la presidenza.