La Cisgiordania occupata continua a precipitare in una spirale quotidiana di raid militari, arresti, aggressioni dei coloni e violenze contro la popolazione palestinese. Mentre l’attenzione internazionale resta concentrata su Gaza, nei territori occupati si consuma un’altra guerra fatta di incursioni notturne, umiliazioni, assalti armati e punizioni collettive.
Secondo quanto riferito dall’agenzia palestinese Wafa, le forze israeliane hanno arrestato un giovane nella Valle del Giordano settentrionale nell’ambito della continua campagna di raid e arresti che attraversa tutta la Cisgiordania.
Altri due giovani sono stati arrestati nella città di Kobar, a nord di Ramallah, mentre due fratelli sono stati fermati nel villaggio di Husan, a ovest di Betlemme. Le truppe israeliane hanno inoltre fatto irruzione nella città di Azzun, a est di Qalqilya, proseguendo una strategia di pressione militare permanente sulle comunità palestinesi.
Ma accanto alle operazioni dell’esercito cresce anche la violenza dei coloni israeliani, sempre più aggressivi e spesso protetti o accompagnati dalle forze armate. A Sinjil, a nord-est di Ramallah, gruppi di coloni hanno fatto irruzione all’ingresso della città compiendo rituali talmudici in un’area palestinese, in un gesto percepito dalla popolazione locale come una provocazione e una rivendicazione territoriale.
Nel villaggio di al-Maniya, a sud-est di Betlemme, cinque palestinesi sono rimasti feriti durante un attacco condotto da coloni.
La situazione in Cisgiordania appare ormai sempre più drammatica. Organizzazioni internazionali per i diritti umani denunciano da mesi l’escalation di violenze da parte dei coloni e l’uso sistematico della forza da parte dell’esercito israeliano nei territori occupati. Arresti arbitrari, incursioni nelle abitazioni, aggressioni contro civili e appropriazione di terre palestinesi stanno diventando parte di una normalità imposta con le armi.
Per molti palestinesi la distinzione tra coloni armati e forze di occupazione israeliane appare ormai sempre più sottile. Le incursioni militari e gli attacchi dei coloni si intrecciano in un clima di impunità che alimenta paura, rabbia e disperazione in tutta la Cisgiordania occupata.