I crimini dei coloni israeliani dell’estrema destra continuano ad aumentare in Cisgiordania occupata sotto la protezione dell’esercito e della polizia israeliana, in aperta violazione del diritto internazionale. Attacchi contro villaggi palestinesi, demolizioni di strutture agricole, furti di bestiame e aggressioni ai residenti fanno parte di una strategia sistematica di intimidazione e spopolamento delle aree rurali palestinesi, mentre le forze israeliane intervengono regolarmente per proteggere i coloni e reprimere la popolazione locale.
Demolite decine di strutture agricole a Qalqilya
Coloni israeliani hanno demolito domenica decine di strutture agricole nella comunità beduina di Arab al-Khouli, a est della cittadina di Kafr Thulth, nella provincia di Qalqilya, in Cisgiordania occupata.
Il sindaco di Kafr Thulth, Jihad Odeh, ha dichiarato che un gruppo di coloni, accompagnati da un bulldozer, ha fatto irruzione nell’area demolendo circa 50 stanze agricole appartenenti alle famiglie al-Khouli e Muqbil. Le strutture, costruite in pietra, ferro e lamiere metalliche, sorgevano su circa 30 dunum di terreno all’interno di un’area agricola di circa 1.700 dunum coltivata a ulivi e grano.
Secondo Odeh, la comunità di Arab al-Khouli è da tempo bersaglio di aggressioni, intimidazioni e molestie continue da parte dei coloni, attacchi che hanno costretto molti residenti a lasciare l’area e trasferirsi nella vicina Kafr Thulth, pur continuando a lavorare le proprie terre.
Le demolizioni hanno provocato danni economici stimati in milioni di shekel a causa della distruzione delle strutture agricole e dei raccolti.
Anche Bashar Shawahneh, responsabile del Dipartimento servizi agricoli della Direzione agricola di Qalqilya, ha denunciato che la zona rappresenta da oltre 80 anni una delle principali aree agricole e pastorali della regione. Tuttavia, le continue aggressioni dei coloni hanno drasticamente ridotto la popolazione locale: delle 25 famiglie presenti dal 1948, oggi ne restano soltanto 10.
Secondo Shawahneh, queste pratiche mirano a costringere gli agricoltori palestinesi ad abbandonare le proprie terre nell’ambito di un processo di alterazione demografica e territoriale dell’area. La comunità di Arab al-Khouli è inoltre circondata da otto colonie israeliane e l’unico accesso rimasto ai residenti passa attraverso Kafr Thulth.
Rubato un gregge di 80 pecore vicino Ramallah
In un altro episodio, coloni israeliani hanno rubato circa 80 pecore dal villaggio di Kafr Malek, a est di Ramallah, durante un attacco avvenuto nelle prime ore del mattino.
L’attivista locale Jihad al-Qaq ha riferito che un gruppo di coloni armati ha assaltato la zona orientale del villaggio sequestrando un gregge appartenente al residente Mustafa al-Darbani.
Al-Qaq ha spiegato che non si tratta del primo attacco contro al-Darbani: già nei mesi scorsi i coloni lo avevano aggredito fisicamente e rubato il bestiame mentre pascolava.
Secondo i dati diffusi dalla Commissione per la Resistenza al Muro e alle Colonie, durante il solo mese di marzo le forze israeliane e i coloni hanno commesso complessivamente 1.819 violazioni nei territori occupati, di cui 1.322 attribuite all’esercito israeliano e 497 ai coloni.
La provincia di Hebron ha registrato il numero più alto di attacchi con 321 episodi, seguita da Nablus con 315, Ramallah e al-Bireh con 292 e Gerusalemme con 203, in quella che le organizzazioni palestinesi definiscono una escalation sistematica contro la popolazione palestinese.
Attacco dei coloni a Deir Jarrir
Sabato sera coloni israeliani hanno inoltre attaccato il villaggio di Deir Jarrir, a est di Ramallah, provocando scontri con i residenti palestinesi.
Fonti della sicurezza palestinese hanno riferito che i coloni hanno preso d’assalto la periferia del villaggio, causando tensioni e confronti con gli abitanti. Non sono stati segnalati feriti.
Successivamente, le forze israeliane sono entrate nel villaggio per proteggere i coloni durante l’incursione e hanno arrestato due palestinesi nel corso del raid.