Basi Usa, 'sgamati' dal cameriere di Trump: Mark Rutte
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Basi Usa, 'sgamati' dal cameriere di Trump: Mark Rutte

Sgamati. Dal “cameriere” Nato del tycoon. Alla faccia dell’orgoglio nazionale, del “noi non siamo in guerra”. Sgamati da un Rutte

Basi Usa, 'sgamati' dal cameriere di Trump: Mark Rutte
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24 Giugno 2026 - 18.36


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Sgamati. Dal “cameriere” Nato del tycoon. Alla faccia dell’orgoglio nazionale, del “noi non siamo in guerra”. Sgamati da un Rutte. Dichiarazioni “fallaci” si affretta a spiegare in un comunicato del ministero della Difesa che fa impallidire il mitico conte Mascetti di “Amici miei”, quello delle supercazzole. 

I servi mentitori. Quanto al merito, non trovo di meglio che riportare il comunicato di persone serie, informate, quelle di Rete Italiana Pace Disarmo (Ripd)

Di seguito: “Le dichiarazioni rilasciate oggi dal Segretario generale della NATO Mark Ruttea Fox News (secondo cui dalle basi presenti in Italia sarebbero decollati circa 500 aerei statunitensi a sostegno dell’operazione “Epic Fury” contro l’Iran, in un quadro europeo di 4.000-5.000 missioni di volo) destano forte preoccupazione e impongono un chiarimento urgente da parte del Governo. Come Rete Italiana Pace Disarmo chiediamo con forza, unendoci alle tante richieste già avanzate in queste ore, che la Presidente del Consiglio e i Ministri competenti riferiscano in Parlamento e al Paese su cosa sia realmente avvenuto sul (o a partire dal) nostro territorio nazionale.

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Le informazioni trapelate dimostrano quanto andiamo denunciando da tempo: occorre fare piena chiarezza sul tipo di accordi che intercorrono tra Italia e Stati Uniti per l’utilizzo delle basi, e sulla catena decisionale che riguarda strutture a gestione statunitense o congiunta dalle quali può poi prendere forma un contributo a uno sforzo bellico deciso unilateralmente da Washington.

‘Le rivelazioni di oggi ci pongono di fronte a una doppia inaccettabilità –  sottolinea Alfio Nicotra, coordinatore dell’Esecutivo di Rete Italiana Pace Disarmo-  o il Governo italiano era stato informato delle operazioni statunitensi verso l’Iran e ha dato il proprio consenso, partecipando di fatto a una guerra illegale, sanguinosa e dagli impatti pesanti anche per i cittadini italiani oppure gli Stati Uniti non si sono nemmeno degnati di segnalare che assetti in partenza da basi italiane sarebbero stati coinvolti nelle operazioni militari in Iran. In entrambi i casi emerge un problema enorme’.

Questa seconda ipotesi dimostrerebbe come gli accordi su cui si regola la presenza statunitense in Italia siano obsoleti, opachi, insensati, e ci collochino non in una vera alleanza tra pari ma in una condizione di sudditanza. Non è più accettabile che intese segrete risalenti a decenni fa continuino a determinare ciò che gli Stati Uniti possono fare sul nostro territorio senza chiedere permesso o senza informare adeguatamente un Governo che è sovrano sul proprio suolo.

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“Allo scoppiare delle ostilità sia la Presidente Meloni sia il Ministro Crosetto avevano dato ampie rassicurazioni sul fatto che le basi italiane non sarebbero state coinvolte”, ricorda Nicotra. “Proprio per questo oggi abbiamo bisogno che non rispondano in maniera generica, ma che forniscano dettagli precisi. E che considerino anche di dare informazioni su tutte le forme di sostegno: non solo gli eventuali assetti in partenza dal territorio italiano, ma anche i supporti indiretti, come quelli logistici o riguardanti i movimenti da basi site in Italia di sistemi d’arma e munizionamento statunitensi”.

Le notizie di oggi confermano che esiste un problema strutturale e che è necessario cambiare sistema, riprendendo in mano le decisioni che riguardano l’uso militare del territorio nazionale.

Per questo Rete Italiana Pace Disarmo chiede al Governo:

  • un’informativa urgente e completa in Parlamento sulle operazioni svolte dalle basi in Italia in relazione alla guerra contro l’Iran
  • la pubblicazione e la revisione degli accordi bilaterali e NATO che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi statunitensi in Italia
  • l’introduzione di meccanismi trasparenti di controllo parlamentare sulla catena decisionale relativa all’impiego di tali strutture
  • lo stop a qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, dell’Italia in azioni di guerra
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L’Italia, Paese che ripudia la guerra come strumento di offesa per dettato Costituzionale, non può essere ridotta a “piattaforma di proiezione di potenza” altrui senza nemmeno che cittadini e Parlamento ne siano informati”.

Così Ripd. I servi sgamati. Alla grande.

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