Trump intensifica la guerra contro l'Iran: nuovi raid, blocco dei porti e minacce di un'ulteriore escalation
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Trump intensifica la guerra contro l'Iran: nuovi raid, blocco dei porti e minacce di un'ulteriore escalation

Martedì pomeriggio Washington ha reintrodotto il blocco navale dei porti iraniani e ha lanciato decine di nuovi raid, segnando la quarta notte consecutiva di operazioni militari contro obiettivi nella Repubblica islamica.

Trump intensifica la guerra contro l'Iran: nuovi raid, blocco dei porti e minacce di un'ulteriore escalation
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15 Luglio 2026 - 11.16


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Gli Stati Uniti hanno intensificato la campagna militare contro l’Iran con una nuova ondata di attacchi aerei e il ripristino del blocco dei porti iraniani, mentre il presidente Donald Trump ha minacciato un’ulteriore escalation se Teheran non accetterà un accordo.

Martedì pomeriggio Washington ha reintrodotto il blocco navale dei porti iraniani e ha lanciato decine di nuovi raid, segnando la quarta notte consecutiva di operazioni militari contro obiettivi nella Repubblica islamica. L’offensiva conferma la volontà dell’amministrazione americana di aumentare la pressione sul governo iraniano sia sul piano militare sia su quello economico.

Trump ha avvertito che la situazione potrebbe peggiorare sensibilmente già dalla prossima settimana. Il presidente statunitense ha dichiarato che, in assenza di un’intesa con Teheran, gli Stati Uniti prenderanno di mira infrastrutture strategiche come ponti e centrali elettriche, lasciando intendere che la campagna militare potrebbe entrare in una fase ancora più distruttiva.

Sul fronte economico, il presidente ha annunciato di aver rinunciato al progetto di imporre una tariffa del 20% sulle merci che attraversano lo Stretto di Hormuz. Secondo Trump, la decisione è maturata dopo le forti perplessità espresse dagli operatori del settore marittimo internazionale, che avevano avvertito dei possibili effetti destabilizzanti della misura. Al suo posto, l’amministrazione americana punta ora a rafforzare accordi commerciali e investimenti con i Paesi del Golfo.

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Resta però alta la tensione proprio nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio energetico mondiale. L’Iran non ha escluso l’ipotesi di imporre propri pedaggi alle navi che attraversano il passaggio e ha minacciato le imbarcazioni che dovessero navigare nello stretto senza l’autorizzazione delle autorità iraniane.

L’escalation militare sta già producendo effetti sui mercati internazionali. Nelle ultime quarantotto ore il prezzo del petrolio greggio è aumentato sensibilmente, alimentato dalla ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran e dagli attacchi iraniani contro alcune navi mercantili, fattori che accrescono i timori per la sicurezza delle rotte energetiche globali e per la stabilità dell’approvvigionamento mondiale.

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