Dublinanti, l’Europa rimanda i richiedenti asilo dalla Meloni e Majorino parla di "disastro annunciato dopo Ceuta"
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Dublinanti, l’Europa rimanda i richiedenti asilo dalla Meloni e Majorino parla di "disastro annunciato dopo Ceuta"

Il responsabile delle Politiche migratorie del Pd Pierfrancesco Majorino accusa il governo Meloni: "Ha fatto la guerra a Sánchez per inseguire Vannacci"

Dublinanti, l’Europa rimanda i richiedenti asilo dalla Meloni e Majorino parla di "disastro annunciato dopo Ceuta"
Pierfrancesco Majorino
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21 Agosto 2026 - 12.25


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Dopo Germania, Austria e Svizzera, anche Finlandia e Svezia hanno annunciato il trasferimento verso l’Italia dei richiedenti asilo per i quali il nostro Paese è considerato competente. Oggi si aggiunge anche l’Olanda. Francia e Spagna, invece, per ora non seguono la stessa strada. Il responsabile delle Politiche migratorie del Pd Pierfrancesco Majorino accusa il governo Meloni: “Ha fatto la guerra a Sánchez per inseguire Vannacci”

Il caso dei cosiddetti “dublinanti” si allarga. Dopo Germania, Austria e Svizzera, anche Finlandia e Svezia hanno annunciato l’intenzione di trasferire in Italia richiedenti asilo arrivati nel nostro Paese e successivamente spostatisi in altri Stati europei. Nella mattinata di venerdì si è aggiunta anche l’Olanda, portando a sei i Paesi che hanno annunciato o avviato procedure per i trasferimenti verso l’Italia.

Il termine “dublinanti” indica i richiedenti asilo per i quali, secondo le regole europee, il Paese competente per l’esame della domanda è quello in cui è avvenuto il primo ingresso o la registrazione. Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno 2026, ha riattivato il meccanismo dei trasferimenti. Secondo i dati Eurostat relativi al 2025, all’Italia sono state rivolte oltre 24mila richieste di riammissione di persone che, dopo essere sbarcate nel nostro Paese, hanno proseguito il viaggio verso altri Stati europei.

Il fronte, tuttavia, non è uniforme. Francia e Spagna non hanno per ora riattivato i trasferimenti verso l’Italia. Madrid ha dichiarato di preferire i meccanismi europei di solidarietà alle restrizioni bilaterali, mentre Parigi ha scelto di non unirsi ai Paesi che stanno rimandando i richiedenti asilo in Italia.

È in questo quadro che Pierfrancesco Majorino, responsabile delle Politiche migratorie nella segreteria nazionale del Pd, interviene con un attacco diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, concentrandosi soprattutto sul rapporto con la Spagna e sulla vicenda di Ceuta.

“Brava Meloni: ha fatto la guerra a Sánchez per inseguire Vannacci. E questo è il risultato: un clamoroso testacoda”, afferma Majorino. “Bene avrebbe fatto, invece, a seguire Madrid. Che ora sull’espulsione dei dublinanti frena e sta dando una lezione di stile e solidarietà”.

L’allargamento del fronte dei Paesi che chiedono all’Italia di riprendere i richiedenti asilo viene quindi letto da Majorino non come un’improvvisa reazione contro Roma, ma come l’esito di una politica che considera già compromessa.

“Più che effetto domino contro l’Italia, parlerei di un disastro annunciato. E le responsabilità sono due: scolpite. Da una parte i governi nazionalisti, Italia in testa, che vivono l’immigrazione come un problema da buttare sugli altri. E dall’altra delle istituzioni europee che hanno avuto poco coraggio”.

Majorino collega la situazione attuale all’evoluzione delle politiche migratorie europee e al ruolo assunto dalla destra radicale in diversi Paesi.

“In questi anni la destra radicale ha in più Paesi egemonizzato il campo delle politiche sull’immigrazione. Un vento forte che alla fine ha detto una cosa: l’immigrazione è un danno da ridurre. E questo impazzimento non è che l’esito”.

Nel caso italiano, il responsabile dem torna quindi sul regolamento di Dublino e sulle scelte compiute dal governo nei rapporti con gli altri Stati membri.

“Quello che mai è riuscita a fare: mettere in discussione in Europa il regolamento di Dublino. Invece ha giocato all’isolamento per fare da vittima. Poi c’è stata Ceuta. Con quella vergognosa mossa contro la Spagna. Una pagina orrenda che mette in discussione il senso stesso dell’Europa come luogo della condivisione delle responsabilità e della cooperazione”.

Il riferimento a Ceuta riguarda lo scontro diplomatico tra Roma e Madrid seguito alla crisi migratoria e alla decisione italiana di mantenere le restrizioni nei confronti della Spagna. Madrid, sul dossier dei dublinanti, ha invece indicato nei giorni scorsi una preferenza per la gestione attraverso i meccanismi europei di solidarietà.

Majorino contesta anche l’impostazione generale attribuita alla destra nella gestione dell’immigrazione.

“Peccato che la destra non abbia mai puntato sull’efficacia della gestione dell’immigrazione. Anzi, spesso i provvedimenti sembrano puntare sull’opposto: far sì che l’immigrazione sia l’emergenza eterna per speculare sulla paura”.

Nel suo ragionamento entra quindi Roberto Vannacci e la competizione politica sulla questione migratoria.

“Sì, il giochino si è estremizzato con Vannacci, oggi certo c’è la competizione a chi è più fascista. Ma l’esito è disastroso per le nostre comunità, per un sistema d’accoglienza massacrato e, se mi è consentito, pure per gli esseri umani coinvolti. Vorrei ricordare che di questo stiamo parlando: di persone”.

Mentre il numero dei Paesi che intendono riattivare i trasferimenti cresce, il governo italiano si trova dunque a dover gestire il nuovo meccanismo previsto dal Patto europeo. Per Majorino, Roma non può però contestare le richieste degli altri governi dopo le scelte compiute negli ultimi anni.

“Roma non può contestare proprio nulla, invece. Perché ha contribuito attivamente a creare questo caos”.

Per il dirigente del Pd, la risposta italiana dovrebbe partire dalla legislazione nazionale e dalla modifica della Bossi-Fini, per poi intervenire sul funzionamento del sistema europeo.

“Dovrebbe guidare una svolta. Innanzitutto cambiando la propria legge, la Bossi-Fini, che crea più irregolari. Il Pd ha presentato da mesi una proposta su questo, rigorosa, prima firma Delrio. Si dovrebbe partire da lì. E a livello europeo servirebbe il contrario del Patto. Che è micidiale”.

Majorino indica infine nella redistribuzione delle responsabilità tra gli Stati e nelle politiche di integrazione i due elementi centrali della sua proposta.

“Servirebbe la redistribuzione della responsabilità e dei numeri dell’accoglienza. E un grande piano in Italia e in Europa per l’integrazione. Perché il problema non è oggi nei numeri di quanti arrivano, ma nel fatto che finiscono per essere sfruttati nei campi o mano d’opera dell’illegalità”.

E conclude: “Abbiamo i braccianti schiavi che ci portano il pomodoro a tavola. Bisognerebbe avere il coraggio di occuparsi di questo. La destra non lo farà. Dovremo farlo noi”.

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